di Luca Marrone

Milano. Riciclaggio continuato e attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento. Queste le accuse a carico di un cittadino bengalese, titolare di un internet point, arrestato dai carabinieri.

L’uomo, ora agli arresti domiciliari, avrebbe permesso di monetizzare il reddito di cittadinanza attribuito a cittadini privi dei requisiti che, tramite pagamento via pos, gli versavano l’intero credito. In cambio, lui consegnava loro i contanti, trattenendo per sé il 15% su ogni transazione.

In questo modo, l’uomo avrebbe riciclato 213mila euro. L’attività illecita avrebbe avuto inizio nell’ottobre 2020, l’indebita percezione ai danni dello Stato è stata quantificata in un milione e 100mila euro.

Secondo le indagini effettuate dai Carabinieri, a usufruirne erano in prevalenza cittadini somali, che appunto percepivano il reddito di cittadinanza senza titolo.

Rispetto all’anno precedente all’entrata in vigore del reddito di cittadinanza, l’internet point ha fatto registrare un aumento delle transazioni via pos di 215.000 euro, pari cioè al 1.600%, e, nel periodo in cui si sono svolte le indagini, 244 soggetti hanno “speso” il proprio reddito nel negozio gestito dal bengalese ora agli arresti. Di questi, 232 sono risultati anche “indebiti percettori” e sono stati denunciati a sette Procure (Bergamo, Brescia, Como, Cosenza, Milano, Roma e Torino) per falsa attestazione del possesso dei requisiti per la corresponsione del reddito e per truffa aggravata. Gli altri dodici sono stati segnalati all’Inps per l’indebito utilizzo del beneficio.