La vita di Sophia Cecilia Anna Maria Kalogeropoulos oscilla tra grande luce e profonde ombre, guidata dall’ambiziosa volontà di portare al pubblico la verità delle eroine interpretate da lei e la mancanza di amore, tema della sua arte intesa come riscatto personale.
È caratterizzata da una grande devozione, grinta, ambizione e serietà per lo studio della lirica. Risuonano, ancora oggi, le sue parole: “Voglio il meglio da tutto! Voglio la mia arte prima e meglio di tutte”.
L’incontro che consacra la carriera nella lirica è con Helvira de Hidalgo, soprano spagnolo di fama internazionale che conosce durante un’audizione, se ne innamora e le offre le sue lezioni gratuitamente: “Era una vera e propria cascata di suoni non completamente controllati. – dice Helvira – Ma ho sentito la gioia che avrei provato nel lavorare un simile metallo, nello svelare a colei che, ignara, possedeva tali risorse drammatiche”.
Così, Maria Callas inizia a lavorare personalmente sui personaggi da interpretare, aggiungendo la propria personalità e, nel 1941 all’età di soli 17 anni, debutta come protagonista in Tosca di Giacomo Puccini all’Opera di Atene, vivendo l’amore che non conosceva.
Successivamente, debutta alla Fenice di Venezia con Tristano e Isotta di Wagner e con la Turandot di Puccini.
Calca anche i palchi dell’Opera di Venezia, Brescia, Napoli, Roma, de’ La Scala con Medea, la tragedia di Euripide, continuando imperterrita gli studi vocai nonostante alcuni problemi di voce.
Nel 1969 conosce Pier Paolo Pasolini per il ruolo di Medea nel suo nuovo film, con la sua bellezza classica e drammatica. Pasolini ritiene che sia “la più moderna delle donne, ma dentro di lei vive una donna antica, strana, misteriosa, magica, con terribili conflitti interiori”.
Una nuova mostra fotografica intitolata La voce delle mani, a Sirmione, offre ai visitatori un omaggio a Maria Callas con gli straordinari scatti di due tra i più grandi fotografi internazionali: un allestimento in onore di una diva che si è spenta troppo presto, il 16 settembre 1977.
“Ho avuto il privilegio di conoscere un destino straordinario. Sono una creatura del fato, il quale si è impossessato di me e ha tracciato la mia strada. Non mi appartengo ma sono il testimone esterno della mia stessa vita.”