Greta Garbo è una delle star del cinema più enigmatiche, soprattutto per i suoi ruoli nei film muti.
L’incontro casuale con il regista Erik Petschler ha contribuito a introdurla nel mondo cinematografico. Dopo aver studiato presso il Royal Dramatic Theatre di Stoccolma, riveste ruoli sempre più importanti per la MGM, ad esempio la sua interpretazione nella Gösta Berlings Saga, che le varrà il nome d’ arte “Garbo”, voluto dal regista Mauritz Stiller.
La sua fama aumenta quando inizia a recitare nei film sonori, quali Anna Christie e Romance nel 1930, per la quale ottiene una nomination all’ Academy Award. Ricordiamo anche altri film quali Mata Hari (1932) e La regina Cristina (1933) – considerati scandalosi per il loro riferimento all’ erotismo e alla bisessualità -, Come tu mi vuoi (1932), Il velo dipinto(1934), Anna Karenina (1935), Camille (1936), Ninotchka (1939) commedia romantica di Lubitsch in cui emerge come un artista-comica e con la quale ottiene un’altra nomination all’Oscar.
Greta Garbo incarna l’immagine di donna emancipata, introversa, ribelle, dedita alla recitazione.
Il mito della Garbo è anche connesso alla sua resistenza ad accettare le regole dello Star System: raramente infatti si faceva vedere in pubblico o rilasciava interviste, in virtù della sua riservatezza.