È morto il 12 agosto – ma la notizia è stata diffusa solo oggi – Wolfgang Petersen, tra le braccia della sua adorata moglie Maria Antoinette Borgel, conosciuta sul set del film Smog.
Regista, produttore, produttore esecutivo, sceneggiatore, è nato il 14 marzo 1941 in Germania. Noto per aver diretto Troy, Poseidon e La storia infinita, inizia la sua carriera nel 1960 dopo aver seguito corsi di teatro ad Amburgo e a Berlino. Si cimenta in generi molto diversi: film di guerra, fantasy, fantascienza, thriller e i film d’azione.
L’occasione eclatante deriva dall’opportunità proposta dalla Bavaria Film di dirigere la mega produzione U-Boot 96, girato interamente in un sommergibile con taglio documentaristico-storico.
Tra gli altri suoi capolavori in cui è stato regista e sceneggiatore, ricordiamo: Il mio nemico, Prova schiacciante, Nel centro del mirino, Virus letale, Air Force One, La tempesta perfetta, Poseidon e tanti altri.
Lo spettatore più affezionato conserva nei suoi ricordi con commozione l’opera Neverending story, storia di un bambino catapultato nel libro che lo risucchia in un minacciato mondo fantasy. Tratta dall’omonimo romanzo di Michael Ende, la pellicola è la più costosa della produzione tedesca del dopoguerra.
Il protagonista si cimenta in un viaggio interiore in cui i valori sembrano deteriorarsi: la realtà è oscura e il desiderio di fuga diventa insopprimibile. Servirà tutto il coraggio per riuscire a liberarsi dal Nulla e correre verso Fantàsia, mondo sano e accogliente.
È un film attuale che tratta della precarietà della vita dei giovani degli anni Ottanta ma è capace di parlare anche ai posteri: in questo risiede la grandezza di messaggi destinati a non morire mai.
“Scopri la magia di una terra oltre i confini dell’immaginazione.”