di Angelica Preziosi
Voglio iniziare così come tutte le favole che si rispettino con.. C’era una volta… nel 1958, al ristorante La Cloche d’Or di Parigi un incantesimo. Yves Saint Laurent e Pierre Bergé si incontrano per la prima volta al Marie-Louise Bousquet, e da quel momento non si separano più. Come una favola, non una fiaba tradizionale, ma una storia rivoluzionaria, e grazie ad essa lo stile ne prese ispirazione…
Ma torniamo indietro… Il loro è un colpo di fulmine, uno di quelli che si verifica rare volte nella vita. Un momento magico che capisci che è lì ed è la cosa più giusta che potesse mai capitare. Dove tutto prende un significato profondo e capisci che è l’incastro perfetto, il puzzle, la vita scorre e tutto quello di cui hai bisogno è lì vicino a te, fianco a fianco.
All’epoca Yves ha 22 anni giovane e timido pieno di creatività. Pierre ne ha 28 ed è il compagno del celebre pittore Bernard Buffet, di cui cura anche gli affari. “Quando ho visto Yves non ho esitato un istante a lasciarlo.
Yves e Pierre non potrebbero essere più diversi e questo, sarà la loro forza il loro motore. Genio creativo timido e fragile Yves, uomo d’affari lucido e intraprendente Pierre, formano da subito un rapporto solido e coeso. È proprio Pierre che convince Yves a fondare la sua Maison. Riscrivendo la storia della moda in tutto il mondo, dando vita nel 1966 allo Smoking, eh si proprio così il primo tailleur a Smoking da donna rovesciando il mondo, cambiando le regole scritte rinnovando copovolgendo gli stereotipi e dando femminilità con linee maschili, una nuova realtà, una donna elegante femminile e al tempo stesso androgena, lasciando miniabiti, gonne midi e longuette dentro il cassetto, o meglio chiusi a chiave dentro un baule chiavi comprese con una nuova serratura.
Più avanti anzi quasi 10 anni dopo, per l’esattezza nel 1975, Helmut Newton fece una campagna per Yves Saint Laurent scattata a Parigi ed entrata a far parte della storia per la sua unicità e modernità. È vero, erano gli anni 70, ma mai nessuno aveva osato così e catturato in uno scatto l’idea del futuro, una donna interamente vestita con una fortissima carica e sessualità al tempo stesso. L’unico elemento di nudo, in questa foto, è il marciapiede. Questa fotografia fa parte di un lavoro per Yves Saint Laurent e il soggetto non è il Marais, non sono le luci né i marciapiedi di Parigi: è “Le Smoking”. Grazie ad una modella androgina, ad una sigaretta, ad una cravatta bianca e ad un bianco e nero che isola tutto il resto, Helmut Newton ha trasformato questo abito YSL in una vera e propria icona di stile. Un anno dopo, nel 1976, questa foto è entrata a far parte della serie White Woman nella quale Helmut Newton rivoluziona ancora una volta la fotografia e indaga il ruolo della donna nella società occidentale, merito del maestro della fotografia, ma anche dell’innovazione di Yvs che ha saputo creare e proporre.
La donna, come noi oggi la conosciamo o meglio che ci propongono, è il risultato anzi la scelta proposta da idee rivoluzionarie del passato. Siamo il risultato di eventi accaduti, o meglio le donne sono soggette alla moda ma è la moda che decide per essa? O la donna che crea e accetta la moda? Credo che vadano di pari passo e la perfezone anzi l’equilibrio sia proprio saper ascoltare e cogliere l’essenza del momento storico culturale e personale e Yvs ha saputo scavalcare e captare l’essenza dei tempi e rivoluzionare il tutto rimanendo proprio per questo tutt’ora innovativo e come capo” sacro. ”
Tornando alla storia d’amore… Yves e Pierre condividono passioni, una su tutte l’arte; case, ville e amicizie, tradimenti e crisi (tantissime). Ma condividono soprattutto una profonda stima e dipendenza reciproca, la stessa che gli consentirà di superare ogni cosa, insieme, per oltre cinquant’anni. Si sposano solo nel 2008, a pochi mesi dalla scomparsa dello stilista Yvs. Un’assenza che Pierre esorcizza indirizzandogli lettere d’amore, oggi raccolte in un libro: Lettere a Yves. Sconsigliato ai deboli di cuore.
Cosa aggiungere a questa storia? A questa fiaba? Bhe la tradizione nel tramandare lo stile e che sia di stimolo per tutti gli stilisti emergenti, gli appassionati di moda, o semplicemente gli amanti di storie e racconti, non c’è mai una fine, ma sempre un inizio, dove riscrivere le regole e aggiornare le idee al riguardo.
Grazie a presto amici di penna.