Roma, 17 giugno – Sabrina Alfonsi e Giulia Urso, rispettivamente presidente e assessora alla Rigenerazione urbana del Municipio Roma I Centro ci spiegano il tour “Piazze Romane”: “Un progetto artistico, che ha visto convergente il settore pubblico e quello privato seguendo quello di ‘Roma sei mia’, porterà nelle 8 piazze coinvolte un valore aggiunto. Per l’intero periodo estivo piazza Poli, piazza Giuseppe Gioacchino Belli, piazza Cardelli, piazza San Giovanni della Malva, piazza di Pasquino, piazza Borghese, piazza del Teatro di Pompeo e via della Frezza non racconteranno soltanto la storia e le stratificazioni di una città che non si conosce mai fino in fondo, ma accoglieranno anche le opere originali e innovative della ‘next generation’ di artisti”.
Gli studenti e le studentesse artisti della Rufa-Rome University of Fine Arts che hanno preso parte al progetto, accompagneranno i partecipanti lungo questo percorso, otto tappe in luoghi caratteristici e caratterizzanti gli spettacoli che ospiteranno.
Si comincia in piazza Belli dove per i “Roma Tales” (Racconti romani) le voci di Roma saranno diffuse da tre diversi punti di ascolto, nell’intento di restituire agli ospiti la narrazione di una città da scoprire, che stupisce il passante, per permettergli di fermarsi ad osservare con più attenzione la bellezza che lo circonda, isolandosi ed osservando.
Si proseguirà verso piazza San Giovanni della Malva dove L’opera “Dal panino si va in piazza”, realizzata in travertino romano, a riprendere la raffigurazione degli animali tipica dell’arte romana classica, celebra una tradizione romana esempio della romanità: l’atto aggregativo e itinerante del consumare il cibo all’aperto.
A pochissimi metri da Campo de’ Fiori, appena superato ponte Sisto, si apre la piazza dedicata al Teatro di Pompeo. Il progetto “Città effimera: arte, scienza, follia” è una memoria di ciò che l’imperatore Nerone ordinò, in occasione della visita del re armeno Tiridate a Roma, con la doratura di tutto l’edificio in un sol giorno. L’opera riprende quella pagina storica, riflettendo il segnale di un satellite in transito e inviando un segno immateriale visibile solo nell’immagine satellitare. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa).
Si passa poi per il rione Parione, dove piazza di Pasquino si offre con la più nota delle statue parlanti di Roma. L’opera “Laic prayers” è un biglietto digitale moderno che intende mantenere viva la tradizione romana di una tribuna pubblica e popolare.
Collocata in piazza Cardelli, l’opera “Do you have a light?”, ricorda l’arresto di Guglielmo Gullace, avvenuto a via Tomacelli. Incinta del loro sesto figlio, la moglie Teresa fu uccisa a causa del tentativo di portargli una sigaretta. È una Fiat 600 del 1961, simbolo della rinascita italiana, ad essere usata come tela.
Lungo le sponde del Tevere, si apre un intreccio di vie e in tutta la sua maestosità appare piazza Borghese. Uno dei simboli della cultura di Roma, la fontanella in ghisa che arricchiscono le strade dell’Urbe, chiamata appunto “Er nasone”, viene celebrato In questo luogo così altisonante.
Pochi passi poi per raggiungere via della Frezza. In corrispondenza del vicolo delle Colonnette, si apre uno slargo detto lo “spiazzetto” in cui si eseguiva il supplizio della corda per chi vi veniva condannato. L’opera “Hedgehog” che prende spunto da un cavallo di Frisia ingabbiato, è un inno alla vita e alla libertà, ma è anche un richiamo alla resistenza, contro l’indifferenza.
Questo affascinante ‘itinerario si conclude poi in piazza Poli. “Door Stop” è l’opera che richiama alla mente l’appellativo di Roma Città Aperta: un fermaporta fuori scala in legno, posizionato davanti l’Oratorio del Santissimo Sacramento, per evocare la ricerca della pace e dell’accoglienza e per fare in modo che questa porta immaginaria non venga mai chiusa.


