di Marco Vittoria
Canzone d’autore, classicismi e quella verità che vince sempre. In rete il video ufficiale.
Daniele Fortunato, maestro elementare, piemontese di origine ma romagnolo di adozione, si mette nei panni di cantautore ancora una volta e sforna un disco pulito come questo dal titolo “Quel filo sottile”, lavoro di 7 inediti che si chiudono con la title track anche estratto per dare voce alla promozione del lavoro… singolo che troviamo in rete coronato dal video ufficiale in cui Daniele Fortunato mette in scena la semplicità cantautorale tutta italiana, la stessa che – per fortuna o meno – riesce ancora a tenersi stretta certi cliché di suono, di impostazione e di intenzione stilistica.
Nuovo disco per Daniele Fortunato. Si torna a far rivivere la bella forma della canzone d’autore. Secondo te è anche questo il vero pop?
Credo esista la possibilità, di scrivere del “pop d’autore”.
I riferimenti nella storia musicale sono tanti, pensiamo a Sting, Eric Clapton, James Taylor…non hanno scritto necessariamente quello che richiedeva “la corrente” o con il tipo di “confezione musicale” del momento, ma hanno unito musica colta e pop appassionando milioni di persone, superando le mode e al tempo stesso facendo parte del mercato musicale.
Per lavoro sei sempre in contatto con le nuove generazioni. Sempre a confronto con il loro modo di stare al mondo che in pochi anni è divenuto decisamente altro rispetto al nostro. Trovi che siano distanze percorribili o il distacco è senza storia?
Accade ciclicamente. Ogni volta le generazioni precedenti si percepiscono distanti da quelle nuove. Cambiano in realtà gli sfondi integratori, ossia i contesti e le connessioni con le quali i giovani si rapportano.
Nel substrato emotivo però, ritrovo certi meccanismi di quando ero bambino.
Mi rivedo molto nei pensieri espressi dai miei alunni, e adesso, come in ogni epoca, ognuno di loro mostra delle unicità ineludibili. Forse il web ha cambiato il setting dell’intrattenimento e del modo di passare il tempo libero a livello globale, ma c’è ancora tanta curiosità e voglia di bellezza da tirare fuori.
E una canzone “antica” come la tua, in che modo può parlare ai più giovani? O non ci pensi proprio?
Essere giovani non significa unicamente parlare in un certo modo o ascoltare un determinato genere musicale. Da ragazzo, negli anni ’90, andava per la maggiore tra i miei coetanei, la dance commerciale. A me, personalmente, non comunicava nulla. Ascoltavo, appassionato, band e artisti (di ogni genere) che poco avevano a che vedere con il trend predominante.
Non scrivo per intrattenere, ma per desiderio di creare qualcosa che prima di tutto emozioni me stesso. Le storie che racconti, se sono vere, possono permettere l’identificazione di ogni generazione.
E dunque se ti chiedessi di confrontarti con la forma canzone di oggi? Cosa ne pensi?
Ascolto musica ogni giorno. Il problema è che si pensa, erroneamente, che rapportarsi con le sonorità odierne sia tendenzialmente confrontarsi con Trap, Reggaeton o Hit-Pop elettronico. Ma non è così.
Basta perdersi un po’ su Spotify per comprendere quanto invece lo spettro musicale delle proposte sia decisamente più ampio, e che tantissimi artisti giovani si cimentano in brani originali pop, folk, jazz, blues, reggae, senza assolutamente suonare nostalgici. Dunque mi rapporto con la forma canzone di oggi in modo onesto, senza perdermi in quello che non sono.
A chiudere: Daniele Fortunato è un cantautore di ieri, di oggi o anche di domani? Spero tu colga la sottile richiesta di questa domanda…
Cerco di scrivere forma e contenuti attingendo dalle esperienze che il tempo mi consegna. I riferimenti musicali del passato, possono diventare uno studio applicato al proprio stile per parlare “domani” e risultare comunque credibili. Continuerò a cercare nei miei brani di far suonare “reali” tutti gli strumenti.
Compresa la voce. E di usare parole chiare, senza riferimenti e slang che appaiono moderni in un determinato periodo, ma che perdono efficacia e pregnanza anche solo dopo pochi anni.
Non solo per voglia di semplicità, ma per permettere a chi ascolta, di sentire la vera natura del brano, e la mia.


