di Federico Cirillo

“Be hungry, be foolish”, affermava Steve Jobs in uno dei suoi ultimi e più toccanti discorsi prima della prematura dipartita e, se sul desiderio insaziabile di innovazione, di sviluppo tecnologico e di rivoluzione informatica che ha caratterizzato da sempre la Apple e il suo fondatore non vi sono ormai più dubbi, di folle non restano che gli alti prezzi dei sempre più sofisticati e appetibili lettori ebook e tablet di ogni genere.

Così “foolish” da far insospettire l’Antitrust la quale, in seguito alle ispezioni a sorpresa effettuate in molte sedi di case editrici di ebook, ha deciso di aprire un’indagine formale per valutare se cinque case editrici tra cui Hachette, Harper e Penguin, in accordo con Apple, abbiano stretto accordi anti-concorrenziali che hanno avuto un impatto sul mercato europeo dei libri elettronici. Oltre alle succitate tre aziende ad entrare nel mirino di Bruxelles anche la statunitense Simon & Schuster e la tedesca Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck:  «i servizi antitrust –  si legge in una nota dell’Unione –  esamineranno in particolare se queste case editrici hanno stipulato accordi illegali o hanno ingaggiato altre pratiche con l’obiettivo di restringere la concorrenza in Europa. La Commissione indagherà anche sull’accordo stretto tra questi cinque editori e i commercianti per la vendita di libri elettronici». 
A finire sotto la lente d’ingrandimento, dunque, anche Apple; così, dopo la multa comminata a Microsoft nel 2000 per abuso di posizione dominante (ammenda inflitta dall’allora Commissario Europeo Mario Monti) e dopo aver indagato su Intel, IBM e Google (per la quale si prospetta una sanzione pari al 10% del fatturato), tocca ora al colosso della Silicon Valley fare i conti con l’Antitrust, il cui commissario Almunia ha dichiarato di voler vedere chiaro sulla faccenda e di voler ostacolare le «restrizioni artificiali imposte dalle aziende ai commerci transfrontalieri che sono particolarmente importanti nell’area digitale». Così, se fino ad ora mancavano concrete prove, a far scattare la campanella d’allarme è stata l’uniformità dei prezzi di listino e soprattutto la richiesta d’intervento da parte di Amazon: se negli Stati Uniti i best seller in versione ebook sono in commercio a una manciata di dollari, in Europa giungono spesso più costosi delle rispettive versioni cartacee; un controsenso che ha fatto insospettire Bruxelles sull’esistenza di un vero e proprio cartello nel mercato ebook e, quindi, di essere di fronte ad una distorsione della concorrenza, tutta da verificare.
C’è da chiedersi, ora, se anche con Apple e le unità di News Corp., CBS, Pearson e Lagardere l’Antitrust calcherà la mano come con Google, infliggendo una multa pari, per l’appunto, al 10% dei ricavi annuali.

Redazione

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