di Marco Vittoria
Un nuovo disco fatto di semplicità e sensibilità. In rete il video ufficiale del singolo “Tanti auguri”
Sensibilità appunto, una parola importante per questo ascolto… E poi anche tantissima attenzione ai dettagli e quel suono piccolo che non cerca di essere presuntuoso nelle soluzioni di arrangiamento che quasi ricordano giochi di bambino al riparo delle proprie camerette. E a tutto questo ci uniamo l’arte acqua e sapone della donna che è Eleonora Tosca, cantautrice ormai di lungo corso che con il suo moniker ELEVIOLE? torna in scena con questo bellissimo lavoro dal titolo “Dove non si tocca”: un leitmotiv altrettanto semplice e diretto che si esplicita anche con la finissima copertina disegnata. Un mondo in cui tornare bambini, che poi da grandi si perde il gusto per la fantasia e per l’immaginazione. Sono canzoni che fanno bene ai sentimenti… L’amore prima di tutto.
Da Oporto a Finisterre… perché queste città, perché questa idea e perché un documentario in bicicletta?
Oporto è stata la mia casa nel 2013. Ci ho vissuto e lavorato, partendo completamente sola e sapendo dire solo “Bom dia”. Volevo ripartire proprio da lì, per scavare ancora a fondo in quella che è stata la città della solitudine più profonda ma anche della riscoperta. E poi perché è una città ricca di suggestioni e malinconia.
Finisterre perché è proprio il luogo “dove non si Tocca”. La fine della terra, del mondo conosciuto. L’oceano che ci mette davanti agli occhi la nostra più grande fragilità: l’essere esseri umani.
Canzone d’autore. Una domanda curiosa: hai mai riflettuto come sia nettamente inferiore il numero di donne in questo ambito? Sei d’accordo?
Questo è davvero un tasto dolente. Ci sono artiste bravissime completamente ignorate. Soffriamo tantissimo i cliché e penso che per questo tipo di emancipazione serviranno ancora decenni. Siamo figlie di un tempo dove le donne avevano oggettivamente meno possibilità di espressione. Dubito che nella generazione dei nostri genitori non ci fosse qualche grande talento femminile capace di eguagliare la grande scuola cantautorale, ma semplicemente non era “naturale ” per le donne esprimersi con quel tipo di linguaggio. La generazione di cantautrici a cui appartengo sta ancora pagandone le conseguenze…
La tua carriera non è solo questo disco di oggi, c’è tanto altro prima… Un breve sunto per gli amici che non ti conoscono?
Diciamo che sono piuttosto irrequieta 🙂
Ho pubblicato due album con la mia prima band, gli Ariadineve, con cui siamo addirittura stati in classifica per una intera estate (con un singolo chiamato appunto “D’estate”). Con loro ho realizzato anche un video documentario a puntate in cui ho attraversato l’Italia in autostop, ancora oggi una delle cose più belle che abbia mai fatto.
Ho studiato teatro e mi dedico con passione, tutt’ora alle arti circensi.
Nel frattempo mi sono laureata e faccio il medico veterinario. Non ci si annoia, insomma.
Un disco fanciullesco per gli adulti ancora bambini. Io l’ho letto così…
Per chi vuole recuperare le suggestioni di un tempo perduto, pulito, ricco di ricordi e di immagini che faranno sempre parte di noi. Per chiunque abbia voglia di fare un viaggio immaginario, pur restando adulto.
I suoni piccoli… per te cosa rappresentano?
La cura, l’amore. Il profumo del caffè la mattina. Il ricordo del tram 33 sulle rotaie di Milano mentre andavo al Liceo.
Abbiamo scelto suoni piccoli perché sussurrare in un orecchio a volte è più evocativo che gridare.


