Caldo, Tiso(Acc. Iniziativa Comune): “Povertà climatica colpisce ceti più deboli”

“La povertà climatica è quando caldo, eventi estremi e condizioni dell’ambiente urbano colpiscono di più le persone con meno risorse, perché non riescono a permettersi protezione, adattamenti o servizi adeguati. Sottovalutare il caldo estremo può essere fatale. L’ipertermia, colpi di calore, disidratazione e stress cardiovascolare aumentano drasticamente con le alte temperature. Sopratutto in questo periodo storico dove il cambiamento climatico sta mostrando i suoi impatti negativi sul pianeta, Italia inclusa. Si consideri inoltre che la povertà climatica è collegata a quella energetica. In Italia si stima che quest’ultima coinvolga quasi il 10% della popolazione con effetti che non riguardano più solo l’inverno: il caldo estremo può diventare una nuova forma di ingiustizia. Il problema è amplificato dalle ondate di calore più frequenti e intense e dalla presenza di quartieri/aree con meno condizioni di mitigazione (ombra, verde, spazi e welfare climatico). In sostanza, la povertà climatica non riguarda solo il “meteo”: significa che gli effetti del clima colpiscono in modo sproporzionato chi ha meno risorse. Per i ceti poveri questo si traduce soprattutto in case più difficili da rendere fresche e in bollette che incidono di più, mentre per gli anziani il rischio principale è sanitario, perché il caldo estremo può aggravare condizioni croniche e aumentare la vulnerabilità, soprattutto se si sommano isolamento e difficoltà di accesso ai supporti. Per ridurre l’impatto, servono interventi che agiscano sia sulle abitazioni e sull’energia, sia sulle città e sul welfare “climatico” a protezione delle fasce più fragili”.

Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca