Crifiu: una delle realtà musicali più interessanti del sud.

Si raccontano in una lunga intervista a Ventonuovo.eu…

 

Come e quando nascono i Crifiu?

Il gruppo nasce intorno al 2000 come un insieme di amici che dopo la scuola si ritrovava a dare un senso alle proprie giornate; abbiamo iniziato per gioco e poi questa passione col tempo è diventata qualcosa di sempre più serio, una professione fino ad essere i Crifiu di oggi.

Da dove viene invece il nome?

E’ stato sognato; inizialmente era un acronimo, poi è decaduto; è un neologismo che ci siamo completamente inventati.

La cosa che ci piace ribadire è che nessuno si può perdere tra i meandri di internet, perché se si cerca Crifiu usciamo solo ed esclusivamente noi.

Nonostante la rete sia una ragnatela, noi riusciamo a distinguerci per questo…

A proposito: qual è a vostra percezione della rete? E’ una cosa negativa per voi musicisti? Danneggia la musica per via degli mp3 e della pirateria?

Per noi la rete è stata indispensabile in quanto band che ha voglia di far vedere i propri prodotti.

E’ un canale indispensabile adesso.

Chiunque può permettersi di far vedere qualcosa ai più.

Ovviamente rimane sempre un oceano; bisogna andare a cercare, ma con un po’ di gusto regala tante opportunità.

Anche i social network possono essere un’opportunità per avere un rapporto più diretto coi fan…

Noi ci siamo e siamo sempre più presenti.

Ovviamente bisogna stare sui social ma anche vivere la vera vita sociale, cioè andare anche ad incontrare gli amici durante i concerti.

La realtà e la realtà virtuale sono due cose che vanno di pari passo; la seconda è una curva della prima, per noi è quella che viviamo sulla strada, sui palchi e con la gente che incontriamo.

Il vostro rapporto col sud?

Siamo del sud e viviamo nel sud.

E’ diventato per noi un porto; dal nostro sud partiamo per andare fuori, oltre, ma poi è sempre il luogo al quale ritorniamo; è come andare e ritornare alle origini; prendiamo e riportiamo tutto a casa dove iniziamo a fare nostro il tutto; accumuliamo esperienze per poi ripotarle alla nostra terra e rimescolarle; è stato sempre questo il nostro punto di forza.

Anche forse musicalmente… Nel senso che la base è la musica salentina, la pizzica, la taranta che  poi sono contaminate  con altri generi

A noi piace parlare di Mediterraneo come sonorità; abbiamo le batterie, i computer, il basso e quindi è più musica moderna o giovanile. Ci piace mescolare le cose, pensiamo che non ci sia più un genere ma una musica che travalica i confini e che parli linguaggi colorati.

Ed oggi ci piace essere qui al Pindarock, perché quando siamo fra i giovani ci sentiamo più giovani di quello che siamo.

Però adesso si avvicina il ventennale del gruppo… Avete già pensato a come lo festeggerete?

Il nostro batterista ce lo ricorda sempre!

Allora deve rispondere lui…

E’ inutile che risponda io perché io e Valerio suoniamo da tre anni coi Crifiu, però ho proposto di rifare tutti i pezzi (anche quelli più brutti!).

Comunque, qualcosa ci inventeremo…

La cosa strana è che in tanti anni avete prodotto pochi dischi. Come mai?

Tieni conto che i primi anni erano di rodaggio, iniziammo a prendere gli strumenti in mano e ad inventarci questa cosa; non eravamo musicisti con esperienze pregresse, siamo nati per raccontare però qualcosa attraverso la musica.

Poi sono venuti i dischi , siamo già a quattro ufficiali più due autoproduzioni.

Siamo un gruppo che scrive, arrangia e produce da sé; facciamo tutto da soli e quindi tra i concerti e le produzioni passano almeno due anni per un disco nuovo.

L’ultimo, “A un passo da te”, risale a due anni fa e c’erano anche alcune collaborazioni illustri come la sezione fiati di Manu Chao…

Esatto… E’ composta da musicisti salentini che sono nostri amici di vecchia data; anche nel disco precedente c’erano tanti ospiti, perché è una cosa che ci piace molto.

Dalle collaborazioni possono nascere tante cose…

Si impara molto a livello sia artistico che umano; le scegliamo non per il nome ma perché c’è un rapporto di amicizia; è una cosa che ci caratterizza da sempre, da ancor prima dei dischi ufficiali.

Abbiamo sempre cercato di chiamare altri artisti che potessero dare un altro punto di vista ai nostri brani.

Il ventennale è un avvenimento importante; tanti gruppi non ci arrivano neanche, anzi in Italia sono davvero pochi coloro che possono vantare una carriera così longeva.

A noi sembra ieri.

Eravamo davvero degli adolescenti, i primi anni sono passati in maniera molto “free”.

Ci sono stati soprattutto tanti concerti…  

E’ una cosa che abbiamo cercato di fare sempre, perché ci piace molto.

Certo ci piace anche lavorare in studio ma sono due bellezze diverse, anche perché dal vivo poi incontriamo le persone.

Qual è stato il migliore in assoluto allora?

Tutti i concerti sono belli, dal piccolo paese al Primo Maggio di Roma.

Ognuno ha la sua caratteristica, la sua magia.

Quello di stasera è il più bello…

Anzi quello di domani…

Anche per i dischi vale lo stesso discorso; il migliore sarà quello che verrà, a cui stiamo già lavorando dallo scorso anno.

Ci saranno quindi novità molto presto nel 2018.

Rimanete pertanto sintonizzati su http://www.crifiuweb.com/ e sulle nostre pagine ufficiali su Facebook (https://www.facebook.com/CRIFIU-46181766827/?pnref=lhc&__mref=message_bubble) e Twitter (https://twitter.com/crifiu).

Avrete e gusterete novità sia per quanto riguarda l’aspetto discografico che per quello live che non si fermerà.

Non si sa mai dove potreste arrivare…

No, non vogliamo mai fermarci.

Andiamo avanti dritti come dei carri armati pacifici.

Cosa ne pensate dei talent? Secondo me stanno ammazzando la musica “vera” in Italia…

Lo pensiamo anche noi ma è una realtà, ne prendiamo atto.

Ognuno fa le sue scelte, non ne abbiamo mai fatto una né mai lo faremo anche perché ormai siamo un po’ vecchiotti per quello.

Quando un progetto uscito dal talent dura vent’anni,  ne riparleremo…

Potremmo  fare un’intervista doppia.

Sono più che altro progetti televisivi, non musicali.

Però tolgono  visibilità ad artisti che la meriterebbero…

In realtà no; forse non si possono neanche definire progetti perché sono dei fenomeni che però funzionano solo per i giudici e per chi li produce per un anno; poi quello successivo sono già decaduti e c’è già qualcun altro al posto loro.

Per noi, per fare realmente qualcosa, vale la strada che percorri (almeno in base alla nostra esperienza).

Non riusciamo a vedere altre alternative, non perché siano per forza negative ma perché, per quello che abbiamo visto noi, ci siamo resi conto che stare sulla strada, su un furgone, incontrare gente, vedere, fare, superare i problemi  giornalieri del mestiere fa da corazza sia all’uomo sia all’artista.

Il talent questo non te lo può dare.

Non puoi salire su un palco senza aver fatto un po’ di gavetta.

La manna non cade dal cielo, le fortune non vengono, bisogna sudare le cose.

Abbiamo degli amici che hanno vinto dei talent, però ognuno adesso va per sé.

Ci sono dei grandi musicisti che suonano nelle piccole bettole, nei piccoli pub.

Noi puntiamo sul nostro progetto.

Questo progetto è cambiato nel tempo oppure ha mantenuto lo spirito delle origini?

Speriamo che lo spirito sia anche cresciuto per una minima parte.

Noi lavoriamo per questo, sperando che rimanga giovane come quello di un tempo cercando di arrivare sempre più in alto.

Per concludere: un saluto ai nostri lettori…

Un saluto di cuore a tutti da parte dei Crifiu; non fermate mai i vostri sogni e soprattutto godetevi la vita perché non c’è niente di più bello.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.