Sono passati  otto giorni dal terribile sisma che ha colpito il centro Italia. In tutta la penisola sono stati raccolti dei beni di prima necessità per prestare aiuto ai connazionali terremotati. Dopo pochissimo tempo sono state divulgate notizie circa il fatto che non vi fosse più la necessità di beni in quanto i centri di raccolta erano saturi, piuttosto sarebbero state da preferire raccolte monetarie sui vari conti corrente.

Siamo,però, nell’era dei social-media. Come mai alcune organizzazioni di soccorso continuano a ribadire l'”inutilità” di altri aiuti quando, leggendo i post di molte vittime del terremoto o parlando con loro, si ribadisce chiaramente che hanno ben poco a disposizione? E si, perché molti sono i soggetti,sia ad Accumoli che negli altri centri, che hanno dichiarato di aver bisogno di un giaciglio più confortevole per poter affrontare la notte, di scarpe, vestiti e farmaci; in tanti hanno finanche affermato che il cibo c’è ma non viene razionato in modo adeguato.

Sorge spontaneo il quesito: perchè, se tutta la Nazione si mobilita per soccorrere i suoi figli,ciò non si permette bloccando gli aiuti e facendo vivere le vittime in condizioni non adeguate?

Si faccia subito chiarezza su questa importante questione e si migliori al più preso la condizione delle vittime.

Immacolata Teresa Madarena

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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