Negli ultimi anni l’uso spasmodico dei social network ci ha declassato da esseri pensanti a esseri cliccanti già da tempo, ma cosa ancor più grave ha realizzato la “profezia” di Andy Warhol: Nel futuro ognuno sarà famoso nel mondo per 15 minuti!

Ed è successo veramente, purtroppo per noi.

Tra like, cuori, storie raccontate in pochi fotogrammi e giornate che si “autodistruggono” il divo del momento è tale Gianluca Vacchi, assurto al ruolo di personaggio dell’estate per essere stato seguito su Instagram da ben 630mila utenti e su Facebook da 245 mila, mentre un video in cui balla con la fidanzata ha ottenuto ben 3,7 milioni di visualizzazioni.

Gli utenti del web sanno quasi tutto su chi sia Gianluca Vacchi, ma la bella vita ostentata nei suoi video e nelle sue interviste ha sollevato non pochi dubbi. I numeri sui social e le dichiarazioni del cd. “Bilzerian italiano” lasciano il posto ai numeri (molto meno clementi) aziendali, che collocano Vacchi nella categoria di imprenditore mediocre.
Lusso e denaro ostentati sui social non sono altro che la diretta conseguenza dei ricavi familiari.

In una rapida ricerca di Forex emerge difatti che buona parte dei ricavi di Gianluca Vacchi “derivano dai ricavi dell’azienda che il ricco imprenditore ha ereditato insieme al cugino, Alberto Vacchi.” Si tratta dell’IMA, azienda leader mondiale nella produzione di macchinari per il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici e alimentari, che fattura 1,1 miliardi di euro annui.

Gianluca Vacchi ha ereditato il 30% dell’IMA, ma il gruppo è gestito dal cugino Alberto, attualmente capo della Confindustria bolognese, che lo scorso marzo è stato ad un passo dall’essere nominato Presidente di Confindustria, salvo poi l’essere superato da Vincenzo Boccia, attuale Presidente.

In sostanza, le fortune dell’azienda, in cui Vacchi ricopre una carica da consigliere di amministrazione, dipendono principalmente dalle doti gestionali di Alberto Vacchi.

Distruggendo quel che è divenuto il mito di molti in queste settimane, sembra che le doti di quest’uomo non vadano oltre balletti e condivisioni sui social: i bilanci delle aziende direttamente gestite da lui mostrano buchi di migliaia di euro solo lo scorso anno (è il caso della GV Lifestyle) o peggio ancora di milioni di euro, nel caso della First Investments spa, che si occupa di compravendita di quote aziendali.

Basti pensare che le azioni della First sono state pignorate dalla Banca Popolare di Verona a seguito di un prestito (risalente al 2008) che ammontava a 10,5 milioni di euro, mai restituiti dalla star del web.

Inoltre, nonostante il business della società sia indicato nell’acquisto di partecipazioni, nel 2015 l’unico attivo di rilievo iscritto al bilancio è quello di un credito di 28 milioni di euro destinati a delle altre piccole società che fanno capo allo stesso Vacchi.

Gianluca Vacchi guadagna molto, ma i ricavi dipendono esclusivamente dal 30% delle quote che detiene dell’IMA, diversamente dalle sue vanterie sul Corriere della Sera dove cerca di elevarsi al rango di “imprenditore”. Anzi, una parte di questi guadagni servono persino per coprire i debiti derivati dalla sua attività come imprenditore.

Decisamente meglio pensare ai like!

 

 

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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Di Simone Dei Pieri

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