Confindustria e Cgil Cisl e Uil hanno sottoscritto il 14 luglio un accordo interconfederale per consentire di erogare premi di risultato aziendali anche alle imprese prive di rappresentanze sindacali.

I premi dovranno essere collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione per poter essere assoggettati al trattamento fiscale agevolato introdotto dalla legge di Stabilità per il 2016 che legittima la detassazione non solo per i contratti collettivi aziendali, ma anche per quelli territoriali.

Attraverso il contratto territoriale le somme erogate per il raggiungimento degli obiettivi incrementali sconteranno un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali nella misura del 10% in luogo dell’Irpef ordinaria (pari almeno al 25 percento).

La norma istitutiva dell’agevolazione (articolo 1, comma 182 della legge 208/2015) agevola i «premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili» previsti anche nei contratti territoriali stipulati tra le organizzazioni datoriali e quelle sindacali di un dato territorio, di norma provinciale.

L’accordo è adottabile:

  • Dalle imprese associate a Confindustria;
  • Dalle imprese associate alle associazioni aderenti al sistema di rappresentanza di Confindustria;

 

E.M.MARITATO

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