A cura di Immacolata Teresa Madarena

VENTONUOVO.EU incontra Tino Crispi per andare,insieme,alle radici del brano “Albicocca” e scoprire dell’altro su questo artista dalle tante sfumature,numerose come in un quadro di Renoir.

  • Salve,Tino. Nella precedente intervista hai accennato al tuo brano “Albicocca”, scritto per te da Cristiano Malgioglio. Dicci di più; come è nato questo progetto?
  • Il tutto è nato quasi per gioco. Fu, per l’appunto, il frutto di una meravigliosa vacanza estiva. Eravamo,quel giorno,sulla Rambla ,a Barcellona,e,viste le alte temperature,decidemmo di fare un pasto a base di frutta. Quindi andammo al mercato e lì, ricordo, acquistammo dei grossi manghi, quasi della grandezza di un cocomero. La nostra attenzione, poi, fu attirata da alcune albicocche che, tra l’altro, si rivelarono squisite. In quel periodo una mia cara amica mi aveva tinto i capelli d’arancione,quasi color albicocca, e scherzammo a lungo sul fatto che mi facessero somigliare quasi a quel frutto.

Ad ogni modo, quelle albicocche ispirarono la nostra creatività artistica. Notammo come riuscissero a ricordare,con la loro superficie vellutata, la pelle di una  bella e giovane donna, come fossero fresche e ricercate allo stesso tempo, a mò di uno di quei poetici momenti d’estate,in riva al mare,nei quali la brezza accarezza i volti dei protagonisti di un’avventura estiva.

Dopo mesi, Cristiano mi fece ascoltare per la prima volta il brano che aveva scritto per me. Mi colpì subito e lo cantai sempre con grande piacere. Divenne, successivamente, anche sigla di “Uno Mattina Estate”.

  • Oltre che “storicamente”, l’estate è proprio nel DNA della canzone…
  • Concordo a pieno. Difatti, il testo esprime l’alchimia che la stagione in questione riesce a far nascere tra le persone grazie all’ atmosfera che crea. La base,poi, è espressione di freschezza e vitalità estiva.
  • Una frase del testo recita: “[…] se mi ami canterò per te[…]”. Pensi che cantare sia così intimo da riuscire a rivelare la propria interiorità all’altro?
  • Penso che la musica e il canto siano un immenso valore aggiunto alla vita umana, uno strumento immane, capace di effetti straordinari. Una sola parola di una canzone può far innamorare,e il repertorio musicale italiano conosce innumerevoli esempi rispetto a ciò; centinaia di brani sono stati “colonne sonore” delle storie d’amore delle vecchie e nuove generazioni.
  • Com’è nata la collaborazione con Cristiano Malgioglio?
  • Una persona a me molto cara, che purtroppo oggi non c’è più,ma che ricordo con tanto affetto, lo conosceva già per precedenti loro collaborazioni e ci fece conoscere durante una festa. Da lì nacque la nostra amicizia. È una persona squisita, un vulcano di spirito artistico e vitalità insieme.Con lui, insomma, è impossibile annoiarsi. Purtroppo ci siamo un po’ persi di vista, la vita di un artista prevede innumerevoli impegni in giro per il mondo, ma lo ricordo con grande piacere.
  • Avete mai cantato insieme il brano?
  • No, non lo abbiamo mai fatto. La cosa che mi rende ancora più entusiasta di “Albicocca”,però, è il fatto che sia uno dei pochi brani composti da Malgioglio per un uomo. Ha sempre scritto per cantanti donna, tranne poche eccezioni e il mio brano è una di quelle.
  • È stato lui a scoprire il tuo talento canoro, giusto?
  • Sì, proprio con Albicocca,per l’appunto,e da lì nacque questa splendida collaborazione.

Successivamente mi dedicai maggiormente al teatro e lasciai un po’ da parte il canto. Ora, invece, ho intenzione di riprenderlo. La mia identità artistica odia l’immobilismo, gli è intollerante. Ergo, cerco di cogliere tutte le occasioni che la vita mi presenta quotidianamente e di sfruttarle per mettere a frutto il mio talento e, perché no, crescere sempre di più in ciò che amo: l’arte a tutto tondo.

  • Hai qualche altro progetto canoro per il futuro?
  • Mi piace definirmi camaleontico. Mi piace, come ti dicevo prima, cogliere tutte le opportunità che mi si presentano.

Opinione diffusa è che per voler fare tante cose, si finisca per non farne bene alcuna. Io, invece, reputo che spaziare in tutti i meandri dell’arte è (e debba essere) elemento essenziale per giungere alla piena maturità artistica, all’essenza dell’arte.

L’unica cosa nella quale non riuscirei a cimentarmi e che, quindi, escludo pienamente, è la cucina.

Un aspetto che in questo periodo, mi sta trasmettendo molto,invece,è il contatto con la natura.

  • Come stai coltivando questa passione emergente?
  • Sto provando una piacevole emozione nel praticare il giardinaggio. Il contatto con i frutti della terra riesce a toccarmi nel profondo e rasserenarmi. Mi piacerebbe tanto avere una casetta immersa nel verde per poter vivere a trecentosessanta gradi questa emozione.
  • E magari dipingere un pò an plen-air… ci avevi svelato questa tua altra sfumatura artistica nell’intervista precedente…
  • Sì, mi piacerebbe molto dipingere in un ambiente del genere. Tra l’altro, non vedo l’ora di arrivare al mio trentesimo dipinto, così, finalmente, potrò allestire la mia prima mostra. Un progetto del gernere, però, ha bisogno di tempo, altrimenti si rischia di “dare vita” ad opere senza anima.
  • Poco fa ci parlavi del tuo rapporto con la cucina. Ecco, da artista, ritieni che ultimamente ci sia troppa spettacolarizzazione in questo campo, anche e soprattutto tramite gli innumerevoli programmi televisivi sul tema?
  • Non li seguo molto, ma devo ammettere che trovo il tutto un tantino esagerato. Fanno spesso trapelare l’idea che per cucinare un piatto al meglio sia necessario complicarlo con una miriade di ingredienti. Noi,invece, permettimi l’accostamento, abbiamo dimostrato come una semplicissima albicocca possa diventare un componimento artistico.
  • Ci avevi parlato del tuo grande amore per gli animali; si riversa anche nel campo culinario?
  • Assolutamente sì, difatti sto diventando vegetariano. Il solo pensiero di cibarmi di un animale mi fa inorridire. L’uomo non è nato per essere carnivoro. Mi fa estremamente dispiacere, per esempio, la strage di agnellini nel periodo pasquale e cerco sempre di appellarmi al buon senso delle persone per fermare questo scempio. Altro appello che voglio ripetere, a questo proposito, visto che siamo in estate, è quello di non abbandonare il proprio animale domestico. Sono animali e, in quanto tali, dotati di anima e non meritano affatto di soffrire. Spero che presto si arrivi al progresso anche sotto questo aspetto.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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