Non decollano le strutture che avrebbero dovuto alleggerire i pronti soccorsi degli ospedali

“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le case della salute sono un fallimento sotto tutti i punti di vista, non risolvono i problemi del pronto soccorso, non rispondono alla domanda di salute proveniente dai cittadini”. Il commento di Michel Emi Maritato, neo candidato sindaco di Roma e presidente di AssoTutela, è lapidario. “Se Zingaretti pensava di fornire il ‘nuovo modello di sanità regionale’ ha fallito su tutta la linea. Il territorio continua a essere penalizzato, mentre Asl e grandi ospedali vanno sempre più in picchiata, sia come produttività che come qualità e tempi delle prestazioni. Nelle case della salute non sono stati ancora sperimentati i percorsi diagnostico-terapeutici; di 48 strutture che avrebbero dovuto essere attivate entro il 2015 ne abbiamo solo un quarto e soprattutto, ciò che accade al loro interno è inqualificabile”, sostiene Maritato. “Nell’ex ospedale di Sezze la struttura funziona a scartamento ridotto causa un crollo dello scorso luglio che ancora deve essere sanato. Sono state interrotte le prestazioni del centro di salute mentale, la dialisi, la ginecologia e radiologia. A Magliano Sabina invece è rissa continua tra il personale di assistenza dell’ex ospedale Marini: da una parte gli infermieri, contrapposti agli Ota che, secondo i primi scipperebbero loro le mansioni infermieristiche. A quanto pare, la riconversione degli ospedali a Zingaretti non porta bene”, conclude il presidente.

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