Foibe, il Giorno del Ricordo
La Legge n. 92 del 30 marzo 2004 stabilisce che “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe”.
Purtroppo, nonostante il riconoscimento ufficiale (attraverso la legge sopra citata) di questo terribile genocidio, sono poche le iniziative volte a ricordare ed approfondire gli eventi verificatisi tra il 1943 e il 1947.
Un esempio su tutti è rappresentato dai mass media (dai quotidiani alle testate on line) che oggi – 10 febbraio 2016 – hanno invaso le pagine (cartacee e telematiche) di report dettagliati sulle performance di conduttori e cantanti a Sanremo, declassando il tema delle Foibe ad argomento di nicchia, destinato alla minoranza “colta”.
Ai più, però, sfugge un particolare degno di nota, ovvero che la cultura – nella sua accezione originaria di saperi, opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano l’humanum genus – è il presupposto fondamentale per garantire l’ordine sociale.
Coloro che detengono (o meglio che dovrebbero detenere) gli strumenti del sapere – organi d’istruzione e d’informazione, classe dirigente, organismi politici e così via – nonostante il dovere morale e l’obbligo sociale di coltivare il sapere dei cittadini, preferiscono dedicarsi alle amenità.
Non stupiamoci dunque, se questa commemorazione sia stata ridotta a mero rituale, più formale che sostanziale.
Sii servo del sapere, se vuoi essere veramente libero
(Lucio Anneo Seneca)
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Articolo di Thérèse Salemi




