Mahmoud Ahmadinejad, President of Iran, speaks during the 67th session of the United Nations General Assembly September 26, 2012 at UN headquarters in New York. AFP PHOTO/Stan HONDA (Photo credit should read STAN HONDA/AFP/GettyImages)

Se per voi il significato di ‘goal’ va oltre la Champions League, è bene riprendere in mano ciò che l’ONU ha iniziato nel 2000 e che si impegnerà a ribadire a breve durante quest’anno. I ‘Millenium Goals‘ difatti sono gli obiettivi che l’ONU aveva (ed ha) intenzione di attuare per garantire un tenore di vita adeguato a tutta la popolazione mondiale senza danneggiare il pianeta.

Ma cosa e quanti sono questi ‘Millenium Goals’? Quelli stilati nel 2000 sono 8 da raggiungere appunto entro il primo giro di boa, ossia entro il 2015. Il primo è ‘eliminare la fame nel mondo e sradicare la povertà‘, chiaramente un fallimento, sino a quando gli interessi globali saranno di rilevanza ridotta rispetto agli interessi delle multinazionali.

Andando oltre, l’ONU è chiamato quest’anno a stilare 17 nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile da realizzare entro il 2030 che speriamo non restino disattesi. Al centro del dialogo tra i paesi “pace, pane, giustizia agli uomini di buona volontà“. Come ribadito da Papa Francesco durante l’ultima visita a New York, senza aver ottenuto molti risultati, specie negli Stati Uniti dove pochi giorni dopo le sue parole è stato condannato a morte un uomo.

La domanda dunque nasce spontanea. Riusciranno Obama, Xi Jinping e decine di altri leader mondiali a ribadire il loro impegno per un mondo migliore senza dimenticarsi che ancora oggi mentre si cerca l’acqua su Marte ci sono bambini che muoiono di sete proprio dietro casa nostra?

E anticipando ogni polemica radical-chic, è bene dire che alcuni obiettivi sono già stati raggiunti, ma non grazie all’ONU: nel 2000 solo il 10% della popolazione mondiale poteva usufruire di uno smartphone, oggi si è arrivati al 92% per merito (o demerito, dipende dai punti di vista) delle aziende produttrici; la povertà media mondiale è stata effettivamente ridotta, ma solo a causa dell’insolita crescita economica della Cina che nulla ha a che vedere con i Millennium Goals.

Probabilmente accadrà lo stesso anche con i prossimi 17 ‘Goals’, ma il problema banalmente è di soldi, come sempre.

Per centrare i prossimi 17 obiettivi entro il 2030 come previsto dal calendario ONU, sarebbe necessario un budget di 5 mila miliardi di dollari annui. Una cifra mastodontica pari al 5% della ricchezza prodotta in un anno nel mondo. E se teniamo conto che tale ricchezza deve essere fisiologicamente investita dai Governi direttamente interessati, ma per definizione ‘poveri’, le risorse mobilitate sono scarse e i tempi per reperirli lunghe. Tenendo conto che dei 100 miliardi di dollari promessi contro il riscaldamento globale non si è visto nulla.

Forse sarebbe necessario concentrarsi su obiettivi meno generici e più credibili, da raggiungere il prima possibile.

 

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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Di Simone Dei Pieri

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