Su rilievi ANAC Zingaretti caduto troppe volte in fallo. Riferisca in aula e dica chi è il colpevole
Pubblicata oggi sul BUR la difesa d’ufficio della responsabile dell’anticorruzione della Regione Lazio che svolge quel ruolo di controllore in quanto nominata dallo stesso presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Possiamo considerarla davvero indipendente?, così in una nota Fabrizio Santori consigliere regionale del Lazio in merito alla determinazione relativa alla vigilanza sul rispetto delle disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità ai sensi dell’art. 15, comma 1, del Decreto Legislativo n. 39/2013 – Accertamento a seguito di Delibera ANAC n. 67 del 23 settembre 2015 relativa al conferimento dell’incarico di Commissario Straordinario regionale dell’IPAB SS. Annunziata al Dr. Giovanni Agresti.
Nonostante resti ancora aperta la successiva questione della nomina già oggetto della Delibera dell’ANAC n. 71, ovvero il secondo rilievo consecutivo in termini di inconferibilità avanzato dal presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Cantone, resta da comprendere in che termini debba interpretarsi il decreto 39 del 2013 e le relative sanzioni. Il decreto 39 ha come obiettivo quello di non far svolgere incarichi a personaggi che non possono farlo. Colui che nomina, ovvero il Presidente Zingaretti, avrebbe dovuto verificare, svolgendo un’accurata istruttoria sugli eventuali rapporti intercorrenti tra le cliniche di Agresti e la Regione Lazio anche perché fu proprio Zingaretti, qualche mese prima, ad aver firmato due autorizzazioni alle stesse cliniche oggetto della diatriba . Questo rappresenta il fulcro principale di tutta la questione. Tra difese d’ufficio, scivoloni vari, è proprio giunto il momento di dire che sulla trasparenza e l’obiettività di molte nomine Zingaretti stia percorrendo un percorso tortuoso che lo sta portando ad inanellare continue cantonate” conclude Santori


