Di Valentina Ferraro
La 29° edizione del Salone del Libro di Torino si avvicina. Non senza polemiche. Dopo giorni e giorni in cui circolavano voci al riguardo, ora la notizia è ufficiale: l’Arabia Saudita non sarà il Paese ospite alla manifestazione. L’esclusione è dovuta alla condanna a morte e alla crocifissione del ventenne Mohammed al-Nimr, colpevole di aver partecipato ad una manifestazione contro il regime quando non era ancora maggiorenne. La decisione, presa dai vertici del Salone del libro, non è piaciuta all’ambasciatore saudita Rayed Khalid A. Krimly che, in una lettera, ha ricordato «gli otto decenni di relazioni bilaterali» che legano Riad a Roma. L’ambasciatore ha invitato inoltre ad «approfondire la conoscenza dei casi particolari» specificando che il giovane in questione nel suo Paese è stato dichiarato colpevole di ben 14 reati. I toni usato dall’ambasciatore nella sua lettera, sono piuttosto forti, tanto che conclude osservando: «Anche noi potremmo non gradire alcuni aspetti della cultura, della politica o del sistema giuridico italiano, ma non ci troverete ad impartirvi lezioni su come condurre i vostri propri affari».
Polemiche a parte, resta il fatto che il Salone del Libro, che si aprirà nel maggio prossimo, pur prevedendo al suo interno degli approfondimenti sulla letteratura araba, per il momento si trova a non avere più un Paese ospite.


