Trento. La diffusione nelle scuole di pratiche e teorie invasive e degradanti sostenute da psicologi e psichiatri ha portato a un aumento di circa il 300% delle prescrizioni di psicofarmaci ai bambini delle scuole elementari. Questa è una delle denunce del nostro Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus in occasione della mostra multimediale “Psichiatria: un viaggio senza ritorno”, aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 19 da giovedì 10 settembre fino a domenica 20 settembre presso il Centro Culturale Santa Chiara (vicino all’auditorium) in via S. Croce, 67.
Le insegnanti trentine hanno ancora un senso dell’etica deontologica e cercano di formare gli scolari affinché siano in grado di leggere, scrivere e far di conto. Purtroppo la legge 170/2010 riconoscendo i Disturbi Specifici dell’Apprendimento ha aperto la strada a queste teorie e pratiche degradanti. Chi ci guadagna? Non certo i bambini che anzi spesso sono mantenuti artificialmente in uno stato di disabilità con una grave violazione del loro Diritto all’Apprendimento. Ad esempio, un giudice del Tribunale di Bolzano chiamato a decidere sul percorso scolastico di un bambino, ha emesso un decreto per garantire il suo Diritto all’Apprendimento. Il giudice ha accettato la richiesta della famiglia di togliere il maestro di sostegno e di inserirlo su un percorso esclusivamente didattico. In seguito i bambino ha raggiunto velocemente una vera sufficienza e un bel giorno ha esclamato: “Ma papà allora io sono normale come tutti gli altri bambini!”. Questo è solo un esempio, ma riteniamo che molti di questi bambini dislessici potrebbero seguire lo stesso percorso degli altri, se sostenuti con opportune misure didattiche e non ghettizzati ed etichettati con questi disturbi.
A guadagnarci è tutta una serie di psicologi, psichiatri ed operatori chiamati a “curare” il bambino perché non sa leggere bene, e in ultima analisi le case farmaceutiche, dato che secondo gli psichiatri assieme ai DSA ci sarebbero delle comorbidità che richiedono l’uso degli psicofarmaci. Merano, ad esempio, dove queste impostazioni si sono consolidate, è conosciuta come «la città con più bambini psichiatrizzati» con consumi di psicofarmaci che secondo alcune ricerche sono ben 4 volte superiori alla media nazionale.
L’ultima ricerca trentina in merito all’uso di psicofarmaci sui minori risale alla risposta all’interrogazione n. 129 del 27 gennaio 2014, in cui l’allora Assessora alla Salute e Solidarietà sociale aveva confermato l’attenzione della Giunta e della Provincia al fenomeno degli psicofarmaci ai bambini. Infatti dalla tabella comparata del consumo di psicofarmaci sui minori in Provincia di Trento, emergeva una situazione generale non preoccupante salvo due aree specifiche segnalate in rosso: cioè le fasce di età di 5-10 anni e 17-18 anni.
Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)
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