Nelle teste degli italiani l’idea c’era già da parecchio. Ma a confermarlo stavolta è stato Benjamin Netanyahu (per i più vicini ‘Bibi’) primo ministro israeliano dal 1996 al 1999 e dal 2009 ad oggi, in seguito alle elezioni parlamentari anticipate del febbraio 2009 e alla riconferma ottenuta nelle elezioni del gennaio 2013.

Dopo la rapida e blindatissima visita ai padiglioni dell’Expo, il premier israeliano cena in una saletta riservata del ristorante di Palazzo Italia, insieme al commissario unico di Expo, Giuseppe Sala.

Dopo le frasi di rito, si passa ad uno scambio di battute sulla politica interna e, tra le altre, si punta sulla politica interna. Si parla delle manovre renziane per abbattere le tasse. E scaturisce una probabile -quanto scottante- quaestio a Sala: “Ma in Italia quanto si paga di tasse?”. “Mah, circa il 50 per cento!”

Lo stupore di Netanyahu è palpabile. Chiede a Sala una penna. La discussione si anima e interviene anche Diana Bracco, in passato ai vertici dell’associazione degli industriali. Non dimentichiamo difatti che per le aziende la situazione è anche peggiore.

E il leader israeliano improvvisa una lezione di fiscalità disegnando la Curva di Laffer.

Ma che cos’è la curva di Laffer? Si tratta di un grafico che illustra la teoria in base a cui le entrate fiscali (asse verticale) sarebbero nulle sia con un’aliquota (asse orizzontale) dello o% oppure con una massima del 100%: tra questi c’è però un punto mediano che rappresenta l’aliquota che massimizza le entrate fiscali.

La paternità della curva è attribuita all’economista americano Arthur Laffer: secondo le ricostruzioni, prima delle elezioni del 1980 avrebbe convinto il futuro presidente Reagan della bontà della sua teoria (anche lui, come Netanyahu, disegnò il grafico su un tovagliolo).

Tenendo dunque al massimo di 100 o al minimo di 0 le tasse, quello che lo Stato incassa è sempre zero. Se tracciamo però la curva che incrocia i due dati, si trova un punto di equilibrio e si verifica che è possibile risalire questa curva (e quindi guadagnare di più) solo diminuendo le tasse. “Noi abbiamo fatto così -garantisce il premier israeliano- e ha funzionato. Siamo riusciti a tagliare l’aliquota fiscale dal 36 al 25 per cento e gli introiti fiscali sono cresciuti”.

Netanyahu, che fino al 2005 è stato ministro delle Finanze, garantisce che la teoria funzioni. Sala e Bracco ascoltano e memorizzano la curva di Laffer. La cena, dopo il risotto alla milanese, proseguirà con il «branzino all’amo arrostito in foglie di lattuga, bottarga e vellutata di zucchine in fiore».

Sala piega il foglio dove, dietro agli elaborati nomi dei piatti serviti, c’è la ricetta per pagare meno tasse garantendo più entrate allo Stato.
Touché!

 

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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Di Simone Dei Pieri

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