I Topi non avevano nipoti pubblicano il loro omonimo album d’esordio, pubblicato dalla Volcan Records.

Nelle undici tracce presenti la band indie rock romana composta da Mattia Pecoraro (voce), Nicolò Pedevilla (chitarre), Adriano Garello (basso) e Stefano Celano (batterie) racconta i dubbi, le speranze ed i sogni di chi ha trent’anni, un’età critica, quella che in un certo senso rappresenta un vero e proprio bivio nella vita di una persona che si pone tante domande su ciò che era, è o diventerà in futuro.

Tutte le canzoni sono nate in un lasso di tempo relativamente breve: alcune prima del compimento dei trent’anni ed altre invece poco dopo.

Di questo parla il nostro disco: dei nostri dubbi, delle nostre debolezze , insicurezze ed insoddisfazioni, della nostra nostra nostalgia”: così loro stessi presentano un lavoro che si muove a ritmo di power pop su testi spesso agro-dolci e malinconicamente realistici.

L’album si apre con il loro primo singolo dai ritmi punk – pop – rock “Le cavie”, uscito nel 2013 il cui video era stato diretto da Antonio Filippelli e vedeva protagonista un personaggio alla Drugo dal film “Il grande Lebowsky”.

Quartieri” è più riflessiva e si muove su territori che strizzano l’occhio al rock cantautorale.

Il mondo, le radiazioni, l’inquinamento” è uno degli episodi più interessanti del disco.

Non mi diverto più” è la traccia più solare dell’intero lavoro: a dominare la scena è il basso incalzante in una godibile atmosfera pop rock.

In “Sipario” i suoni si incupiscono e alla fine questa risulterà la canzone più riuscita con il suo crescendo nel refrain del ritornello che si va a contrapporre al resto della canzone stessa come detto più cupa ed intimista.

Con “6.00” si torna al facile pop rock su tematiche che parlano della vita quotidiana e di lavoro con un diretto invito ad andare tutti a “……….”.

Chiaro il tema di “Sesso” che si muove sempre su sonorità tipiche dei Topi.

La malinconica “Tutta questa fretta” continua sulla stessa falsariga.

Si chiude con il trittico “Istantanea” , “In inglese” (nel brano si va contro la moda e le critiche) e “Io resto uguale” .

Un buon album alla fine, ma forse un po’ monocorde nei suoni: le canzoni infatti spesso sembrano simili fra loro e potrebbero essere a volte confuse l’una per l’altra.

Attendiamo dunque una seconda prova discografica per capire meglio quali strade musicali percorreranno I Topi non avevano nipoti.

Intanto seguiteli al seguente indirizzo:

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Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.