Pristina: Nel 1986 nasce a Verona l’azienda Calzedonia specializzata in calze costumi da donna, uomo e bambino. Oggi a distanza di 25 anni, la rete Calzedonia ha oltre 1.750 negozi sparsi in tutto il mondo: Italia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cipro, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Macedonia, Messico, Montenegro, Polonia, Portogallo, Qatar, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Ungheria.
Il grande successo è frutto di più elementi in sinergia, la moda offerta a prezzi competitivi senza tralasciare la qualità e la gamma dei prodotti offerti che spaziano dal bambino all’adulto. E questa scelta premia l’azienda che ha saputo intercettare le richiesta dei propri clienti, anche i più esigenti.
Il gruppo conta 26.000 dipendenti nel mondo, solo in Croazia ha aperto 4 stabilimenti oltre ad una sede logistica. Il responsabile per la Croazia è l’ing. Francesco Ruffoli.
La Società Calzedonia ha scelto volutamente la Croazia per la vicinanza all’Italia e per la comodità dei suoi porti da cui partono giornalmente navi container per i 5 continenti.
Il vantaggio che offre la Croazia rispetto ad altri paesi europei è la dimensione, e la logistica dei trasporti marittimi che si estendono da Fiume a Dubrovnick, inoltre altro fattore a favore il rapporto diretto con le istituzioni locali a differenza dell’Italia, dove la burocrazia rallenta le buone intenzioni di un imprenditore.
Unico neo della Croazia è che con l’entrata in Europa applica alla lettera le direttive europee, gli ispettori multano le aziende senza prima fare prevenzione, in Italia gli ispettori prima fanno prevenzione e successivamente se le direttive non sono attenzionate, le stesse vengono sanzionate.
In Croazia questo passaggio non esiste, e gli imprenditori intenzionati ad investire in questo paese è giusto che lo sappiano.
Prendo ad esempio la legge sulla sicurezza sul lavoro la Legge 231, in Italia è rigida, non viene applicata ad ogni settore come dovrebbe, il legislatore ha ritenuto di farla applicare a più tipi di attività, dal metalmeccanico all’agricolo senza tener conto che i rischi che corrono i dipendenti sono diversi, proprio per la tipologia delle macchine usate.
La legge prevede che in una azienda con oltre 200 dipendenti, sia presente un comitato di gestione della sicurezza, che in parole semplici non è altro che un apparato burocratico dove collocare persone nominate da sindacati e associazioni di categoria.
Per l’imprenditore non rappresenta certo una facilitazione operativa, non sono altro che ulteriori paletti burocratici.
La Calzedonia ha adottato in Croazia un dialogo aperto con i suoi dipendenti, nei 4 stabilimenti è stato eletto un Consiglio di fabbrica composto da lavoratori che si incontrano una volta al mese con il management dell’Azienda.
Le strategie scelte dalla proprietà della Calzedonia è stato ben
accettato dai dipendenti che partecipando fattivamente con consigli costruttivi apportano migliorie che aumentano il profitto, e i risultati ottenuti sono eccellenti. La Calzedonia ha scelto come area di insediamento il distretto tra Cakovec e Varazdin.
Un area molto appetibile per nuovi insediamenti industriali.
Ad aiutare gli imprenditori sono scesi in campo i sindaci che hanno realizzato quelle infrastrutture necessarie alla nascita di nuovi insediamenti industriali.
Un ottimo incentivo per investire in Croazia, che Calzedonia ha colto al volo. Non solo, ma nel distretto tessile dove si è insediata la Calzedonia con presenza di altre aziende similari, il Comune ha aperto una Scuola Superiore professionale indirizzata al tessile. I ragazzi hanno le prime esperienze lavorative durante il corso di studi che si tramuta in lavoro a tempo indeterminato appena diplomati.
In Italia nessuno ha pensato a sviluppare insediamenti industriali per settore collegati ad una scuola di formazione specifica in cui lo studente si interfaccia con le aziende del distretto.
I risultati che ottengono le aziende che investono in Croazia sono sotto gli occhi di tutti, uno per tutti Calzedonia che nel 2013 ha chiuso con un MON “Margine Operativo” di 130 Mil di Euro raggiunto con 3.021 dipendenti dislocati in 4 stabilimenti ed 1 centro logistico.
La Calzedonia memore degli ottimi risultati si appresta a presentare al ministero la richiesta di ampliamento per lo stabilimento di Tubla a Čakovec. Lo stabilimento è nato nel 2000 ed ampliato nel 2004, raddoppiato nel 2008 e ora per i volumi di produzione la Calzedonia si appresta a triplicare il manufatto. Il 2014 è in chiusura e soddisfazione trapela nello Staff della Calzedonia che chiuderà l’anno con un +(10-12)%. Prima di investire in Croazia un consiglio che vi diamo è di affidarvi a persone preparate e presenti sul territorio, lasciate da parte l’avventura, si rischia di vedersi vanificati gli investimenti, per internaziolalizzarsi rivolgetevi a chi sa prendervi per mano e guidarvi come l’Associazione Internazionale “RAGOS” – “Associazione per lo Sviluppo Economico croato”, www.udrugaragos.net di cui è presidente la dott.ssa Klelija Anastazija Margot Matanić che saprà consigliare con professionalità quegli imprenditori intenzionati ad investire in Croazia.
Pristina Maurizio Compagnone
Opinionista del “La Gazzetta italo brasiliana”, di “Piazza Italia” di Caracas, di “Un Mondo di Italiani”, Ventonuovo, Agenzia di Stampa AgeNuovo.
Editorialista di AgoraMagazine, Approdonews, TG News
presidente la dott.ssa Klelija Anastazija Margot Matanić (Ambasciata della Croazia a Roma)


