Pristina (Serbia): Siamo a pochi giorni dalla presidenza della Serbia all’Osce, il 1.1.2015 la Serbia assumerà ufficialmente la presidenza.
Per il piccolo Stato dei Balcani, uscito da guerre fraticide che hanno falcidiato il suo popolo ma non la sua forza interiore che caratterizza il popolo serbo, sarà una grande sfida.
L’effetto del suo premier Vucic e permeabile in tutti i processi che stanno caratterizzando cambiamenti radicali delle istituzioni del paese con ricadute positive sulla qualità della vita dei cittadini non solo sociale ma anche economica.
Sarà un prestigio per la Serbia, Paese dalla popolazione multietnica, sedere e guidare il tavolo dei grandi dell’Europa.
Anche se le differenze sulle questioni di politica estera tra i Paesi membri sono fortemente divergenti, sono sicuro che l’Osce a guida serba saprà trovare quegli emendamenti che uniscono e non dividono.
Il primo scoglio che la presidenza serba si troverà ad affrontare nella sua immediatezza è la ‘Crisi Ucraina”. La soluzione per Vucic grande stratega di scacchi, sono sicuro che saprà trovarla. Dovrà individuare quelle mosse che daranno scacco matto senza dare possibilità di trovare altre alternative. Chi è leader ascolta metabolizza e poi prende decisioni finali. Da gregario un consiglio posso darglielo, se il Presidente dell’Osce nomina un rappresentante di altissimo profilo suo consigliere, sulla falsa riga della nomina della Ashton da parte dell’Alto Rappresentante Mogherini, nel gruppo di contatto tra la Russia e l’Ucraina, nessuno potrà inficiare sulle decisioni che verranno prese dal gruppo stesso, vista la presenza di un Rappresentante OSCE. Con questa strategia la UE, Gli USA, Contractors e chi ha operato nell’ombra nella crisi ucraina affinché nulla fosse risolto, saranno messi nell’angolo senza dargli il tempo di arroccarsi. Se Vucic seguirà questa linea, la Serbia entrerà nell’Olimpo dei grandi dell’Europa. Il suo contributo alla crisi ucraina sarà determinante anche per la creazione di un efficace sistema della sicurezza per l’Europa che la renderà autonoma da Tutor provenienti da oltre oceano. La strada che sarà intrapresa dall’Osce a guida Vucic, dovrà essere faro, di una nuova Europa da sempre auspicata ma mai realizzata che sia Unione, non di Stati, ma di popoli e culture. Se ciò come mi auspico si realizzerà, attraverso la Porta della Serbia, le tenebre lasceranno il passo alla Luce e l’Eurasia trionferà. Le mie considerazioni sono così utopistiche?


