Di Valentina Ferraro

«Mi avrebbero dovuto dire “Comandante, siamo sugli scogli!” e invece stettero zitti». A parlare è Francesco Schettino, interrogato ieri nell’ambito del processo sul naugrafio della Costa Concordia per il quale figura come unico imputato. Il lungo interrogatorio, che proseguirà oggi, si è svolto presso il Teatro Moderno di Grosseto. Schettino, che finora aveva dimostrato di non  disdegnare le telecamere, in questa occasione, invece, ha chiesto che la sua deposizione non fosse ripresa.
Il comandante della Costa Concordia ha calcato la mano soprattutto sulle responsabilità dei suoi ufficiali, ritornando, per esempio, al momento in cui ordinò al comandante in seconda, Ciro Ambrosi, di azionare il timone manuale: «Gli dicevo timone a mano e lui capisce… Era un reminding». «Se poi – aggiunge critico Schettino –  con il mio comportamento ho generato un dubbio a una persona adulta, lui doveva essere in grado di manifestarlo». Nel corso dell’interrogatorio il capitano della Concordia ha anche ribadito che l’avvicinamento all’isola del Giglio non avvenne «per fare un favore alla Cemortan». «L’avvicinamento all’isola – ha spiegato il comandate – favorisce l’aspetto commerciale», e questo sarebbe uno dei motivi per cui Schettino avrebbe deciso di fare quella manovra. Tra le altre motivazioni, la possibilità di accontentare la richiesta del maitre Antonello Tievoli e di rendere omaggio a Mario Palombo, comandante in pensione che spesso soggiorna all’isola del Giglio. «Considerato anche l’aspetto commerciale volevo prendere tre piccioni con una fava». Dunque accontentare il maitre Tievoli e «omaggiare l’isola e Palombo». Riguardo invece il motivo per cui non comunicò il cambiamento di rotta alla Costa, Schettino ha dichiarato: «Il comandante della nave ha la facoltà di tracciare la rotta ma non ha nessun obbligo di informare l’armatore». «In questo caso – ha spiegato Schettino – non essendo pianificata la navigazione turistica, ma trattandosi di un’accostata, non ho avvisato nessuno».
Questi alcuni dei tratti salienti del lungo interrogatorio che si concluderà nella giornata di oggi. Il processo si trova ormai nella sua fase finale: la sentenza è infatti prevista per gennaio. La posizione di Schettino, come è chiaro, è piuttosto critica: il procuratore Francesco Verusio ha dichiarato, a margine dell’udienza di ieri, che la Procura di Grossetto ha intenzione di chiedere per lui più di 20 anni di carcere, considerandolo responsabile del naufragio della Concordia.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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