Di Federica Iacovangelo
Degrado, criminalità, prostituzione, mancanza di servizi primari. Le periferie di Roma vivono ormai da anni nel pieno stato di abbandono. Strade allagate a causa di servizi di potatura degli alberi assenti, sistemi di illuminazione inefficienti, furti e rapine, cassonetti stracolmi, atti di violenza verso donne ed anziani. E la lista potrebbe continuare.
Dopo Tor Sapienza, caso più eclatante di malcontento diffuso degli ultimi tempi, sono tanti i quartieri di Roma a rischio rivolta. Un disagio che nasce dall’esasperazione di una mal gestione dell’ordine pubblico da parte delle amministrazioni degli ultimi 15 anni. Si è stanchi di vivere con la paura di essere aggrediti. O di dover stare barricati dentro le proprie case per non respirare aria dannosa per la salute, a causa dei roghi tossici provenienti dai campi nomadi. E di impiegare ore per raggiungere il centro della città, per via di mezzi di trasporto mal collegati.
Una guerra tra poveri suscita allarme, non solo quando ad alimentarla è la differenza nel colore della pelle. Quest’ultima, come nel caso di Tor Sapienza, diventa a volte un pretesto a cui appigliarsi, nel tentativo di destare l’attenzione di chi dovrebbe intervenire. “Non siamo razzisti, ma non ne possiamo più di dover assistere a scene di questi immigrati che passano nudi davanti alla finestra, o importunano le donne che passano lì sotto – dichiara un residente di via Morandi, zona “calda” del quartiere – non ce l’abbiamo con loro ma vorremmo solo che venissero spostati”. Dopo gli scontri di circa venti giorni fa, tra immigrati ospitati presso il centro di accoglienza “Un sorriso” e gli abitanti di Tor Sapienza, la tensione continua a rimanere altissima. Nonostante il trasferimento dei minori dal centro verso altri luoghi di accoglienza della città, il quartiere lamenta di non aver ricevuto ancora da parte delle istituzioni, interventi utili a rimediare ad anni di inazione e silenzio. “Il problema non riguarda solo gli immigrati – spiega un altro residente – nel parco qui dietro per esempio abbiamo assistito ad episodi di atti sessuali consumati alla luce del giorno, o al tentativo di violenza e stupro di una donna, ma non siamo riusciti a rispondere alla richiesta di aiuto successiva, perché il parco era completamente buio ed era impossibile avvistare i tre uomini, con accento dell’Est, secondo quanto riferito dalla donna”.
Ristabilire le condizioni di sicurezza del quartiere, attraverso un presidio delle forze dell’ordine e un monitoraggio del territorio: è quanto auspica il quartiere Tor Sapienza.
Nelle ultime ore, il Campidoglio ha approvato un maxi emendamento che prevede la destinazione di fondi– 40 milioni per la precisione – per il risanamento della generalità delle periferie romane. Nello specifico, 13 milioni andranno alle periferie, 2,2 al parco di Tor Sapienza e alla viabilità collegata, 2,5 saranno usati per la manutenzione delle scuole e altrettanti per le strade, 3 per il dissesto idrogeologico, uno a testa per decoro e assistenza alloggiativa. Basteranno per rimediare ad anni di abbandono?


