Tutto ciò che ci circonda, che si presenta ai nostri occhi, merita di essere fotografato. Questa è la filosofia che ha portato Daido Moriyama a diventare uno dei maestri della fotografia contemporanea giapponese.
Nato a Osaka nel 1938 Moriyama è uno spirito libero, un viaggiatore solitario che racconta nei suoi scatti frammenti di realtà sospesa, attimi ritagliati di un continuo fluire esperenziale. Spesso le sue fotografie contengono immagini e foto tratte da magazine, poster, pubblicità, televisione che si mischiano a quelle scattate dal vivo. «Non è importante il soggetto, né chi sia l’autore, perché non c’è distinzione tra la realtà vissuta e la realtà nell’immagine […] Ciò che conta è il frammento di esperienza, parziale e permanente, che la fotografia può trovare, quell’unica verità che esiste solo nel punto in cui il senso del tempo del fotografo e la natura frammentaria del mondo si incontrano». Attraverso una fotografia molto contrastata, a volte sfocata e graffiata, egli ricompone un universo di soggetti, realtà e sensazioni, ricalcando il ritmo di un’esistenza inquieta, vissuta per le strade del mondo, aldilà di vincoli e convenzioni sociali. Il suo lavoro è stato presentato alla Tate Modern di Londra, al SFMOMA di San Francisco, al Metropolitan Museum di New York, al Fotomuseum di Winterthur, al Museum of Contemporary Art di Vigo, in Spagna. In italia sarà possibile ripercorrere l’intensa carriera dell’artista grazie alla mostra Visioni del mondo a cura di Filippo Maggia e Italo Tomassoni, allestita al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno (Pg).
Un’occasione per approfondire la personale ricerca del fotografo attraverso una selezione di oltre 120 scatti realizzati dagli anni sessanta ad oggi nei quali il visitatore potrà ripercorrere alcune delle trasformazioni che hanno segnato la storia giapponese. La mostra resterà aperta fino al 25 gennaio 2015 e parallelamente saranno presentate, sotto il titolo Asian Contemporary, una selezione di opere video di Tabaimo, Yasumasa Morimura, Miwa Yanagi, Kimsooja e Yang Fudong.

