di Valentina Ferraro
Italiani popolo di poeti, artisti, eroi, santi e… innovatori! Questo quanto emerge dall’edizione 2014 Maker Faire, ovvero il più grande evento al mondo basato proprio sull’innovazione. Nei tre giorni in cui si è svolta la Maker Faire l’Auditorium parco della musica di Roma è stato preso d’assalto da migliaia di visitatori: semplici curiosi, appassionati del settore e tantissimi bambini. Sembra dunque evidente che l’interesse degli italiani per l’innovazione e la creatività è quanto mai vivo. L’edizione di quest’anno, conclusasi proprio oggi, ha visto in mostra più di 600 invenzioni: dai droni alle stampanti digitali, fino alle biciclette e alle fonderie digitali. Protagonisti del Maker Faire sono i Makers, degli “artigiani” del 21 secolo, che utilizzano la tecnologia per esprimere tutta la creatività. È sorprendente scoprire come l’innovazione, per questi makers, possa essere applicata davvero ad ogni campo: non solo spazio e tecnologia medica, ma anche intrattenimento, giochi per bambini e ancora invenzioni applicate al food o all’agricoltura. Ma i Makers non sono solo semplici inventori, essi condividono anche una filosofia particolare, basata sulla condivisione dei risultati e sullo sfruttamento di tecnologie a basso costo. Inutile sottolineare l’immeso potenziale che si cela dietro questo popolo di makers, accorsi a Roma un po’ da tutte le latitudini: come ha dichiarato Chris Anderson, direttore di Wired Usa, «una generazione di “makers” che usano i modelli innovativi del web aiuterà la prossima grande ondata di cambiamento nell’economia globale perché le nuove tecnologie del digital design e della prototipazione stanno dando a tutti il potere d’inventare e creare “la coda lunga delle cose”».


