di Elena Sparacino
«Desidero cogliere quest’occasione per rendere merito alla Biennale e alla Mostra del Cinema, alla quale l’Italia deve molto per il suo prestigio e la sua vita culturale e artistica internazionale»: sono le calde parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, significativamente in visita a Venezia in occasione dell’inaugurazione di ciò che in questi giorni rimbalza affettuosamente sul web sotto il nome di “Venezia 71”. «Questa città impareggiabile, è scossa da vicende recenti inquietanti e penose e la Biennale costituisce un decisivo pilastro istituzionale, trasparente e utile». Proprio poco prima della cerimonia, avevano avuto luogo le proteste dei dipendenti comunali che manifestavano contro i tagli di servizio e salario decisi dal commissario prefettizio Vittorio Zappalorto, proprio a poca distanza dal Palazzo del Cinema.
Ciò non ha impedito alla kermesse di avere luogo, nella piena osservanza della tradizione: se alla vigilia, infatti, la madrina Luisa Ranieri era stata immortalata a uscire dalle acque della laguna come una moderna Venere avvolta in un panneggio bagnato, ieri l’attrice ha fatto onori di casa in compagnia anche della top model Bianca Balti, testimonial L’Orèal Paris, sponsor dell’evento. Sul palco fasciata in abito blu lungo, la Ranieri ha raccontato la Mostra del cinema come «una festa di storie, di sguardi, di corpi e di mondi diversi», di «film che non parlano a noi ma di noi, dello spettacolo delle nostre vite», concentrando il suo encomio su una serie di riflessioni sulla settima arte, un mezzo che ci fornisce «storie che interpretano il presente e ci fanno sentire il passato vicino a noi… per riconoscerci e alla fine capirci meglio».
Le parole più calde sono state regalate da un grande vecchio del cinema italiano, il regista, attore e sceneggiatore Giuliano Montaldo, chiamato a presidiare una giuria di giovani per il concorso Venezia classici: «Amate il cinema, io vi amo». Il presidente Baratta ha invece optato, dopo i ringraziamento di commiato iniziali, per la concretezza, parlando della ristrutturazione della sala Darsena, «un passo decisivo nella riqualificazione delle nostre sale storiche. La sala era all’inizio degli anni ’50 una arena all’aperto e ci rimanda con qualche nostalgia a quel periodo in cui il cinema in Italia era epopea nazionale, vendeva 800 milioni di biglietti l’anno e per sale era seconda solo agli Stati Uniti. Domandavamo cinema, desideravamo cinema. Oggi – ha proseguito Baratta – il contesto è diverso, il mercato è cambiato, ma la Mostra deve mantenersi luogo riconosciuto da tutto il mondo come approdo del cinema di qualità».
Il Festival ha dunque ufficialmente preso il via, con la proiezione di Birdman (applauditissimo dalla stampa) del messicano Iñárritu: questa prima prestigiosa proiezione ha avuto luogo nella Sala Grande del palazzo del cinema, a cui ha seguito, per gli invitati, la cena ufficiale all’Hotel Exclesior. Numerosi gli ospiti di prestigio presenti in sala: in primis la stilista Alberta Ferretti, vestita in tema con la pellicola in un abito di piume nere. Ma non solo: Marina Ripa di Meana, il presidente di Bnl Paribas e Cinecittà Studios Luigi Abete, il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, la stessa Balti e persino la direttrice di Vogue Franca Sozzani sono solo alcuni dei nomi citabili.
Grande clamore sul red carpet invece non solo per le star di Hollywood, ma anche per molti attori nostrani e per gli illustri membri della giuria (foto in alto): Carlo Verdone, Joan Chen, Tim Roth, Elia Suleiman, Alexandre Desplat (il presidente), Jessica Hausner, Philip Groning, Sandy Powell e Jhumpa Lahiri.
A loro è richiesto un impegno particolarmente oneroso: sono molti infatti i film particolarmente attesi quest’anno, italiani e internazionali, sia tra quelli che concorreranno al Leone d’Oro che tra i fuori concorso. Di seguito, una lista dei venti film in concorso a Venezia 2014, di cui tre italiani:
The Cut di Fatih Akin
A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson
99 Homes di Ramin Bahrani
(Tales) di Rakhshan Bani-Etemad Ghessha
La rancon de la gloire di Xavier Beauvois
Hungry Hearts di Saverio Costanzo
Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte
Pasolini di Abel Ferrera
Manglehorn di David Gordon Green
Birdman or the Unexpected Virtue of Ignorance di Alejandro Gonzalez Iñárritu
3 coeurs (Three Hearts) di Benoit Jacquot
The Postman’s White Nights di Andrei Konchalovsk
Il giovane favoloso di Mario Martone
Sivas di Kaan Mujdeci
Anime nere di Francesco Munzi
Good Kill di Andrew Niccol
Loin des hommes di David Oelhoffen
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Nobi (Fires on the Plain) di Shinya Tsukamoto
Red Amnesia di Wang Xiaoshuai.
Un altro evento al via con la partenza del Festival (e che continuerà fino alla sua conclusione) è una iniziativa perpetrata attraverso lo stand dell’autorevole mensile cinematografico Ciak, in collaborazione con la nota marca di braccialetti Cruciani: per una decina di giorni, sulla Spiaggia Excelsior del Lido di Venezia, gli invitati alla Mostra si alterneranno nella location per farsi immortalare con la versione speciale del celebre braccialetto in macramé dedicata al Festival, realizzata in bianco e rosso (i colori sociali di Ciak, a sinistra). L’evento è volto a raccogliere fondi per la Associazione della Comunità Marocchina in Italia delle Donne -Donna Onlus, per garantire un appoggio morale e giuridico e una serie di attività rivolte all’istruzione e alla formazione professionale.



