di Francesco Moresi
Nella penultima tappa del Tour de France 2014, la maxi-crono di 54 chilometri da Bergerac a Perigueux, l’italiano Vincenzo Nibali si è piazzato al quarto posto, consolidando il suo primato in classifica nei confronti di Peraud e Pinot suoi diretti inseguitori. La vittoria è andata a Tony Martin, specialista nelle cronometro, che ha preceduto Doumolin e Barta, tutto secondo copione.
Molto interessante è stata la lotta per aggiudicarsi le ultime due posizioni per definire il podio finale a Parigi. Lo spagnolo Valverde, nonostante l’impegno al termine della cronometro odierna, si è dovuto arrendere ai francesi Peraud e Pinot. Il tanto agognato terzo posto in realtà era stato già compromesso nelle precedenti tappe, con la crisi accusata sui Pinerei, inaspettata e penalizzante a tal punto da perdere in una sola giornata ben due posizioni. Da sottolineare invece l’impresa di Peraud che pur costretto a cambiare bicicletta, per una foratura, ha lottato e mantenuto la seconda piazza, messa in cassaforte dopo le belle prestazioni prima sulle Alpi e poi sui Pirenei. Più sfortunato il suo compagno di squadra Bardet, che è si è dovuto arrendere a Tejay Vangarderen, a causa di una foratura improvvisa che gli ha impedito di difendere il suo quinto posto.
La tappa di domani, con arrivo agli Champs-Élysées sarà quindi una formalità e servirà solo a sancire ufficialmente la vittoria del forte ciclista messinese, che dopo 16 anni dall’ultima vittoria nostrana con Pantani, salirà sul gradino più alto del podio a Parigi.
La vittoria di Nibali è anche la rivincita del ciclismo italiano, dopo le delusioni degli ultimi anni. Con il Tour de France, lo squalo messinese entra di fatto nell’Olimpo dei più grandi ciclcisti di tutti i tempi, che nella loro carriera sono riusciti a vincere almeno una volta le tre classiche: Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna.
Il successo del siciliano dell’Astana è interessante anche per gli amanti delle statistiche, poichè il messinese ha trionfato battendo la cabala, indossando la pettorina con il numero 41, mai vincente nelle edizioni passate della Grand Boucle.