di Francesco Moresi

Nel caldo torrido di Denver, la Roma impatta contro il Manchester United, nella seconda partita della International Champions cup. I red devils si impogno per 3-2 sulla compagine giallorossa, chiudendo già nel primo tempo i conti, grazie alle giocate del tridente composto da Rooney, Mata e Welbeck.
Ad aprire le marcature è il centravanti inglese che con un tiro a giro da fuori area batte un’incolpevole Skorupski. Da quel momento la Roma sembra disunirsi e subisce in pochi minuti il raddoppio di Mata che supera un disattento Romagnoli. Nel finale di prima frazione, Emanuelson, apparso un po troppo spaesato e fuori forma, commette un fallo ingenuo su Welbeck. L’arbitro senza esitare concede il calcio di rigore che Rooney realizza con assoluta freddezza, fissando il risultato in poco meno di 45 minuti sul 3-0 e facendo tornare in mente ai tifosi giallorossi la nottataccia di Manchester di qualche anno fa, con quel 7-1 rimasto ormai negli annali del calcio.
Nella ripresa Rudi Garcia, corre ai ripari inserendo Pjanic e Totti che riaccendono i giallorossi, più arrembanti e propositivi in avanti. La Roma sembra più briosa in campo e prima Destro e poi Florenzi sfiorano il gol del 3-1. La partita viene però riaperta da una magia del bosniaco Pjanic, che calcia da oltre 60 metri, beffando il portiere avversario con un pallonetto di rara bellezza, un capolavoro balistico eccezionale. La Roma si impadronisce del pallino del gioco e subito dopo colpisce un palo con Leandro Castan, che probabilmente meritava esiti migliori. Il 3-2 è opera di Francesco Totti che realizza su calcio di rigore concesso, in maniera molto generosa dall’arbitro, per un presunto fallo di mano nell’area dei red devils.
Garcia nella conferenza post-partita ha dichiarato di essere soddisfatto del secondo tempo dei suoi che hanno saputo reagire alla batosta dei 3 gol subiti nei primi 45 minuti di gioco. Va detto che la Roma era scesa inizialmente in campo con una squadra sperimentale e piena di giovani. Tra quest’ultimi ha brillato nuovamente la stella di Ucan, propositivo e autore di ottime giocate (vedi assist inizali per Destro e Florenzi), così come Sanabria e Paredes, nonostante si stessero confrontando per la prima volta contro avversari del calibro di Rooney e Mata.
Male, invece, la difesa, con Romagnoli troppo spaesato ed Emanuelson, disattendo ed inefficace nelle sortite offensive, oltre che autore ingenuo del rigore che ha permesso a Rooney di realizare il momentaneo 3-0. Insufficiente la prova di Iturbe, apparso fuori dal gioco e testardo nel cercare insistentemente la giocata personale, così come Destro, troppo molle e poco convinto sotto porta. Nella ripresa, invece, l’ingresso di Pjanic e Totti ha mutato le sorti del match, non solo per i gol realizzati dai due sopracitati, ma per la qualità e la sicurezza trasmessa ai compagni, troppo in balìa degli avversari fino a quel momento.