di Lucy Gemma

– Raccontami una storia, Pew.
– Che storia, Piccola?
– Una a lieto fine.
– Non ne troverai una in tutto il mondo.
– Nessun lieto fine, dunque?
– Nessuna fine.
Il custode del faro – Jeanette Winterson

Avevo accompagnato Margaret all’aeroporto senza dire una parola. Non mi sarebbe costato nulla chiederle “Come stai?”, con un po’ di fantasia avrei reso giustizia alla mia stupida figura in un modo più o meno dignitoso. Ma è così che va, delle volte. Uno pensa che andrà meglio, crede che riuscirà a scegliere le parole migliori, senza scucire rozzamente quella felicità così frenetica e piena di sé. E poi viene a scoprire che la fregatura più grande è proprio lì davanti ai suoi piedi, le bugie non bastano più e smette di contare per paura di iniziare a farlo sul serio, per paura di finire in un mare di guai che non si immaginava neanche lontanamente.
Lei mi aveva creduto sin da subito e io l’avevo amata per davvero. Contro questa mia faccia piena di astio lei si era fatta largo in mezzo a milioni di persone, aveva corso il rischio di sapere chi fossi per davvero. A costo di perdere se stessa in questa ricerca esasperata di me, a costo di dire addio a quella ragazzina divertente e spensierata. Non c’era traccia di una donna davvero consapevole di ciò che stava per fare. Le piaceva amarmi così, buttandosi a braccia aperte nelle più grandi illusioni di felicità. Per un po’ felici lo eravamo stati per davvero, poi la paura aveva iniziato a dimenarsi nel mio petto ed ero riuscito a dargliela vinta. Era come un enorme martello pneumatico sul cuore. Sembra assurdo a pensarla così. Ma il martello funzionava per davvero e Margaret manovrava silenziosamente quell’aggeggio impazzito. Ogni giorno il dolore cresceva, scavava più a fondo e finì col ridurmi il cuore in brandelli laceri.
“Marge”
I suoi occhi ruotano verso di me, con una fierezza così triste da lasciare senza parole.
“L’aereo parte tra poco meno di dieci minuti”.
“Marge”
“D’altronde, dieci minuti passano in fretta”.
Aveva ragione su un mucchio di cose. Diceva che se avesse avuto la forza di sopportarmi ancora saremmo stati davvero felici. Era così. Ma, per certi versi, la mia vita si muoveva in una direzione completamente opposta alla sua. E per quegli stessi versi io non potevo amarla davvero per sempre.
“Tornerai?”
“Non lo credo possibile, davvero, Julien”.
“Mi dispiace”.
“Anche a me”.
La radio segue il ritmo del nostro triste addio e le parole scivolano attraverso i muri, finiscono diritte sui nostri corpi lontani, è uno schianto sordo e pieno di rabbia, invade ogni cellula e la distrugge delicatamente, spettina i nostri ultimi minuti unendoci per sempre.

“I vecchi già lo sanno il perché
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco,
e non basta ancora
ed è una volta sola”

Scivola leggera lontano da me, il suo sorriso luminoso mi dà la certezza che ce la farà e questa piccola consapevolezza riassesta il mio organismo, rinvigorisce le cellule colpite dalla violenza di parole furiose e mai troppo vere, rimette in piedi le disillusioni di una vita. Per lei, solo per lei.
Guardo il mio piccolo amore andar via con una forza terribile e misera, mentre raccoglie i resti della sua folle arrendevolezza.
Chissà.
Chissà se tornerà.

Lucy Gemma

Lettrice ossessivo-compulsiva alla ricerca della felicità e degli spazi in cui stipare i miei milioni di libri. Sognatrice incallita e bisbetica musona, vivo circondata da post it, mi commuovo su un accordo di re minore e passo ore a confidarmi col mio pianoforte che grazie al cielo non può rispondere. Sogno di poter vivere scrivendo libri e regalando attimi di inesplorate emozioni al mondo. Autrice di "Per un grammo di gioia" e "Volevo fare la scrittrice ma poi sono guarita".

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Lettrice ossessivo-compulsiva alla ricerca della felicità e degli spazi in cui stipare i miei milioni di libri. Sognatrice incallita e bisbetica musona, vivo circondata da post it, mi commuovo su un accordo di re minore e passo ore a confidarmi col mio pianoforte che grazie al cielo non può rispondere. Sogno di poter vivere scrivendo libri e regalando attimi di inesplorate emozioni al mondo. Autrice di "Per un grammo di gioia" e "Volevo fare la scrittrice ma poi sono guarita".