di Francesca Papagni
Il post di oggi è dedicato alla recensione della mia lettura ultima, alla quale riservo una particolare menzione.
L’autrice del libro, nonché mia carissima amica, è una giovane scrittrice emergente pugliese, di grande temperamento, poiché dinanzi alla sua opera prima, non si è affatto lasciata intimorire dalle correnti tumultuose di quell’immenso mare che è l’editoria. Come un esperto navigante, che prudente sfida e vince con arguzia le insidie delle tempestose acque, allo stesso modo, Lucy Gemma, è riuscita ad approdare vittoriosa nel mondo della narrativa, e lo fa con grande naturalezza stilistica, come se già il suo nome fosse scritto da anni nell’elenco degli scrittori più amati del nostro tempo.
“I treni raccontano storie pazzesche, John, storie inverosimili. Ci sali con i tuoi dubbi da quattro soldi e quando sei a destinazione scendi con l’anima a brandelli. Succede tutto in settanta, duecento, cinquecento chilometri, e nemmeno ti riconosci più. La tua faccia è stravolta. Potresti essere chiunque. E invece sei ancora quell’idiota maledetto.”
Nella raccolta di racconti, riuniti in un grazioso volumetto denominato “Per un grammo di gioia”, è l’amore il filo d’oro che attraversa e mescola le pagine delle storie narrate. L’autrice contempla, come un’asceta all’ingiù, la meravigliosa danza di due anime che si intrecciano.
È un flusso di coscienze, di immagini, di sentimenti ed emozioni irripetibili, che si trasformano in racconto. È l’ideogramma di una passione, del desiderio di amare e di essere amati. I protagonisti dei vari racconti, come foglie d’erba cullate dai sospiri del vento, oscillano tra il desiderio, la disperazione, il vuoto di un amore perduto, volato via, e la gioia di un’anima che trova il suo contrappunto, i segreti sospiri di un cuore ubriaco d’amore ed il bisogno di un altro assoluto. Si potrebbe riassumere con una semplice frase: “Amor, ergo sum” , “Esisto, perché sono amato”. È forse in questo tutta l’essenza, il profumo, la poesia, dello stringere in un pugno un grammo di gioia.
Titolo: Per un grammo di gioia
Editore: Aletti Editore
Autore: Lucy Gemma
Collana: “Gli emersi – Narrativa”
Pagine: 66
Prezzo: 12,00 €
Elemento che stabilisce il carattere scenico-narrativo dei racconti è il dialogo, utilizzato ampiamente dall’autrice. I dialoghi, volti a sottolineare quell’enfasi amorosa propria dei personaggi, risultano talmente ardimentosi da far sembrare reale la scena descritta, come se si stesse svolgendo proprio sotto gli occhi ipnotizzati del lettore. Per la sua discorsività “Per un grammo di gioia” è un libro che si legge in pochissimo tempo (è infatti composto da sole 66 pagine), ma risulta evidente che non è il numero di pagine a pregiudicarne la qualità.La raccolta si compone di quattro blocchi narrativi, intitolati rispettivamente: “Arancio di rosa e azzurro”, “Come in un sogno”, “Dietro casa”, e “Amori sgualciti”, e all’interno di essi si snodano alcune brevi storie tra loro collegate. Si tratta di storie quotidiane, ma psicologicamente complesse, e tutte, a loro modo, sono intrise di Amore, quel sentimento dalle mille facce, provocatore di inenarrabili sommosse interiori, che sconvolge la vita dei protagonisti.
“Ti ho amato anche quando amavi una donna qualunque, non si può smettere…”
“Avevo tra le mani il suo cuore, la più stupida bussola del mondo, segnava le mete più irragiungibili e lo faceva senza alcuna certezza, seguirlo significava non sapere niente di niente, abbandonarsi all’illusione di raggiungerlo e di riuscire a mettere a posto quel cuore malato. Speravo di poterlo salvare da sé stesso, la più grossa presunzione che potessi disegnarmi nella testa. Magari domani è felice. Magari domani mi ama…”
Evidenti, per chi è avvezzo a letture di stampo moderno, sono richiami a Baricco e Bukowski.
« Phil…»
« Sì…»
« Nulla, solo… Phil».
« Perché?»
« Amo pronunciare il tuo nome. E amo il tuo – sì -. Mi fa sentire meno sola. »



