L’ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina di Roma ha presentato istanza di “pre-concordato” presso il tribunale fallimentare di Roma. Dall’ospedale si sono affrettati a precisare che si tratta di un «passaggio necessario per proseguire sulla strada del risanamento», sottolineando che verrà garantita continuità all’azienda ospedaliera, e che rimarranno attivi tutti i servizi attualmente offerti dall’opsedale. «La decisione – precisa l’ospedale attraverso una nota – si è resa necessaria per far fronte in maniera efficace e in tempi certi, allo stato di crisi che ormai da tempo interessa l’ospedale e per continuare, in modo ancora più convinto, sulla strada del risanamento e del rilancio, già intrapresa negli ultimi mesi dal Fatebenefratelli, con l’obiettivo di valorizzarne sempre più la presenza e le risorse per la salute dei cittadini. La strada concordataria, inoltre, permetterà di garantire la continuità dei servizi e salvaguardare il patrimonio aziendale durante la delicata fase di ristrutturazione, proteggendo l’ospedale dalle azioni esecutive intraprese dai creditori, garantendo inoltre il rispetto di un equo trattamento dei creditori stessi».
La notizia è stata tuttavia recepita con grande apprensione dai sindacati, preoccupati sia per il futuro dei lavoratori che per i cittadini che attualmente usufruiscono dei numerosi servizi erogati dal Fatebenefratelli. I segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil hanno infatti commentato duramente la notizia in una nota: «Questa mossa insieme al fantomatico piano industriale di rilancio dimostrano come a pagare il pesantissimo debito della struttura (oltre 270 milioni) saranno nelle intenzioni delle proprietà esclusivamente i lavoratori». E ancora: «La preoccupazione è altissima per le ricadute sociali che potrebbero riversarsi sulla cittadinanza e che potrebbero mettere in discussione i livelli occupazionali. Sono a rischio mille posti di lavoro tra i dipendenti e oltre 250 tra il personale dei servizi esternalizzati nelle cooperative». Proprio alla luce di queste osservazioni, i sindacati ora chiedono «l’intervento immediato di tutte le istituzioni che hanno potere di intervento con in testa la Regione Lazio che è deputata anche a garantire la continuità assistenziale ai cittadini. Fin da ora si metteranno in atto tutte le azioni di mobilitazione necessarie a scongiurare il fallimento dell’ospedale ed il mantenimento di tutti i livelli occupazionali e dei servizi».
