RenziIl premier incaricato Matteo Renzi salira’ oggi alle ore 16 al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la liesta dei ministri del suo governo al Presidente Giorgio Napolitano. Lo si apprende da fonti parlamentari.

Intanto nella tarda serata di ieri si e’ svolto un vertice tra Matteo Renzi e Angelino Alfano. Il leader di Ncd e’ arrivato intorno alle 23 in via della Stamperia, dove ha sede il ministero degli Affari regionali e dove il segretario del Pd era riunito da oltre due ore con Graziano Delrio e Dario Franceschini. Il confronto sul programma e la squadra di governo e’ stato positivo, a quanto si e’ appreso. Alfano si avvierebbe a una conferma a ministro dell’Interno, ma non piu’ a vicepremier.

Fonti Ocse confermano: Padoan andra’ all’Economia

Sempre secondo quanto si e’ appreso, Renzi avrebbe posto nel corso dell’incontro – cui era presente anche il ministro Maurizio Lupi – un aut aut al leader di Ncd. ‘O vicepremier o ministero dell’Interno’, avrebbe detto il premier incaricato, “basta con questo rilancio. Io domani vado su, fatemi sapere a quale rinunciate”. Al termine del colloquio, il leader del Pd e’ rientrato al Nazareno dove si e’ riunito con i suoi. All’incontro si sono poi uniti alcuni esponenti della minoranza del Pd. “Renzi vuole fare Renzi”. Cosi’ chi ha parlato con il premier incaricato in queste ore lo descrive a poco piu’ di un giorno dal momento in cui il suo governo dovrebbe giurare.

Nonostante le “criticita’” sul programma emerse ieri, almeno nella lettura che ne ha dato Ncd, resta infatti confermata la tempistica che si era prefisso e il giuramento al Quirinale e’ atteso per domani, con il voto di fiducia al Senato lunedi’ e quello alla Camera martedi’. Renzi, spiegano alcuni dei suoi, “e’ sereno”. Ma vuole appunto “fare Renzi” e cioe’ sparigliare e stupire.
Dunque la squadra potrebbe essere di forte rinnovamento sia rispetto a quella del governo Letta, ovviamente, sia alle ipotesi di cui si e’ parlato e scritto in questi giorni. Un po’ per tener fede al suo personaggio e alle sue promesse di rinnovamento e un po’ per uscire dall’impasse del rapporto con Ncd.

E anche ad Angelino Alfano il premier incaricato avrebbe chiesto uno sforzo in questa direzione. Da qui le voci di nomi ‘coperti’, figure di alto livello per i dicasteri economici ancora non uscite sui media.
E sono due i nodi di fondo da sciogliere: chi andra’ al ministero dell’Economia e in generale il rapporto con Ncd.

Per via XX Settembre il premier incaricato aveva puntato su Graziano Delrio, magari affiancato da un nome piu’ rodato come Enrico Morando con delega alle Finanze, cosi’ da garantire una sintonia tra il Mef e le sue politiche. Non poche sono state le raccomandazioni alla cautela, su questa linea, spese in queste ore sia da ambienti internazionali che dal Colle. “Continuita’” con le politiche finora mantenute dai governi Monti e Letta e “standing internazionale” sono i due criteri su cui queste raccomandazioni sono state piu’ pressanti.

In questo scenario, si continua a valutare l’ipotesi di una scelta tecnica e prende quota Pier Carlo Padoan, mentre sono in calo le quotazioni di Guido Tabellini. Ma potrebbe esservi anche una via di mezzo con Delrio ministro e il direttore generale dei Bankitalia, Salvatore Rossi, come vice. Anche se c’e’ chi insiste sull’opportunita’ che Renzi non si privi a palazzo Chigi di una figura che gode della sua completa fiducia come l’ex sindaco di Reggio Emilia. Per quanto riguarda Ncd, ieri e’ andata in scena una trattativa sul programma.

Da una parte del tavolo Delrio, dall’altra i capigruppo del partito di Alfano e insieme a loro i capigruppo degli altri partiti di maggioranza. Al centro soprattutto il timing della legge elettorale. Ncd ha chiesto una clausola di salvaguardia che metta al riparo da elezioni a breve, Delrio ha ricordato la parole di Renzi in tal proposito. Ma la promessa non e’ bastata a Ncd che vuole mettere nero su bianco il ‘lodo Lauricella’ che vincola l’entrata in vigore del nuovo modello elettorale alla riforma del Senato.

Il timore, nemmeno tanto implicito, e’ che in realta’ il premier incaricato abbia gia’ un accordo con Berlusconi su un voto nel 2015.
Poi c’e’ composizione della delegazione al governo. La prima casella da mettere a posto resta dunque l’Economia e da li’ discendera’ tutto il resto. Renzi in queste ore sta avendo contatti frenetici. Nel tardo pomeriggio ha visto Luca Cordero di Montezemolo, ma insieme a Khaldoon al Mubarak, amministratore delegato della Mubadala Development Company, e argomento sarebbe stato l’accordo Alitalia-Ethiad.
In serata, poi, Renzi si e’ chiuso di nuovo insieme al fedelissimo Delrio ed e’ stato raggiunto da Dario Franceschini, dato per certo nella squadra, in direzione Mibact nell’ipotesi minimale.

Poi il faccia a faccia notturno con Angelino Alfano. Certo, piu’ di tanto Renzi non ha intenzione di mediare.
Sia per carattere, sia perche’ il tempo stringe: “Questione di ore e chiudiamo tutto”, e’ stato l’unico messaggio ufficiale della giornata. (AGI)

Redazione

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