vespa-cinese-galle-castagno-byfitosanitarioER-450LA REGIONE LAZIO “SVENDE” IL CENTRO RIPRODUZIONE DI CAPRAROLA PER LA RIPRODUZIONE DEL TORYMUS ANTAGONISTA
Vallerano, 26 sett. 2013. – “In questi giorni è pervenuta una nota dell’assessorato Regione Lazio riguardante la proposta di affidamento del Centro Arsial riproduzione Torymus di Caprarola alla ditta ASSOFRUTTI di Caprarola.
Tale centro è nato sotto l’egida della regione Lazio con contributi del MIPAAF, che sono stati attribuiti in base ad una graduatoria secondo la quale venivano stabiliti i suddetti centri e, in particolare per quello di Caprarola, ha avuto un peso rilevante la DOP Castagna di Vallerano.Trattasi dunque di un Centro regionale e quindi non si comprende questa cessione, o proposta di cessione, avvenuta senza alcun bando pubblico o gara o concorso, passaggio obbligatorio per una creatura della regione Lazio, e quindi a carattere pubblico”.La motivazione secondo cui si dovrebbe porre in essere tale affidamento alla ditta ASSOFRUTTI è additata come prestazione a titolo gratuito e quindi senza alcun costo per il pubblico. Asserzione che non può essere condivisa, in quanto, se il centro è nato per la riproduzione del Torymus, con costi senz’altro a carico della Ditta, che risulta una organizzazione di Produttori, quindi soggetto di natura privata, non si comprende come e soprattutto perché gli stessi si accollino tante spese. La Vallecimina ricorda che la Ditta in questione è una organizzazione di produttori nata per la lavorazione delle nocciole, nel cui statuto, come da sito, è riportato negli scopi istituzionali : “ Scopi della organizzazione sono la promozione e commercializzazione delle nocciole.” Non si rinviene dunque né dalle finalità statutarie della Assofrutti, né tanto meno dalla sua storia nel territorio alcuna azione nel settore del castagno, neppure in questi ultimi anni in cui si è registrata l’emergenza cinipide. La domanda è ovvia. La stessa è indubitabilmente un’azienda che, in quanto tale, non intraprende certo attività che le comportino un costo senza ritorno. E’ un fatto acclamato che, con questa scelta della regione Lazio, sarebbero state estromesse tutte quelle associazioni di castanicoltori che si sono finora impegnate, e da anni, nella difesa della castanicoltura, del contenimento dei danni del cinipide, dell’introduzione nei nostri boschi dell’antagonista Torymus, con costi ed impegni a carico degli stessi castanicoltori. Con questa operazione la regione Lazio, senza aver mai dato alcun conto di che e quanto finora ha prodotto il centro di Caprarola, “svende “ la gestione dello stesso ad una associazione che tratta un prodotto diverso dalla castagna: la nocciola.
Come punto di partenza per la qualità della professionalità, non si prefigura certo un bel biglietto da visita per un centro che, istituzionalmente, vede concentrate su di se’ innumerevoli aspettative da parte dei castanicoltori nella lotta di contrasto al cinipide DEL CINIPIDE DEL CASTAGNO galligeno. Aspettative che si protraggono da lunghi anni, in cui i castanicoltori sono addirittura senza prodotto. Domanda: la regione Lazio quale apporto economico intende dare allora in questa lotta al cinipide, dal momento che cede ad operatori privati un servizio pubblico (gestione del centro di riproduzione)? Da che nasce l’esigenza e la relativa volontà di assegnare tale gestione che ha visto finora la collaborazione con l’Università della Tuscia, quella di Torino e dell’Arsial, braccio agricolo della regione Lazio? Mai è stato palesato pubblicamente alcun risultato nè tanto meno difficoltà economiche o gestionali per tale centro di riproduzione.
Ed allora come mai giunge alla regione Lazio una proposta di affidamento di gestione da parte di un’associazione di privati in un settore alla stessa totalmente estraneo? Da qualche anno è stato avviato il Tavolo del castagno, in cui sono inseriti associazioni ed enti riferibili naturalmente al castagno ed alle sue problematiche e mai è risultato che ci siano state volontà o possibilità di affidamenti a soggetti privati del Centro in questione da parte della Regione Lazio. Al momento, è proprio il caso di avviare un urgente incontro istituzionale, promosso dalla Regione Lazio, per discutere con tutte le associazioni dei castanicoltori che si sono impegnate concretamente in questi difficili anni e ascoltare le proposte al riguardo della gestione del Centro Riproduzione di Caprarola.”

Roberto Colla
Info : roberto-colla@alice.it – vallecimina@alice.it

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