banner radio manà manà streamingTask force del Comune contro le occupazioni abusive. L’assessore alle politiche del lavoro e della casa Daniele Ozzimo è intervenuto alla trasmissione “Ho scelto Manà” su Radio Manà Manà per illustrare il piano sgomberi.
“La situazione è molto complessa –ha affermato Ozzimo-. Noi stiamo facendo una serie di accertamenti che riguardano il patrimonio abitativo pubblico, quindi Ater e case del Comune di Roma, partendo in via prioritaria dal centro della città, sul tema dei livelli di reddito. Riteniamo che non sia giusto che siano sempre le stesse persone interessate da accertamenti, ma che si accertino i requisiti anche nella zona centrale della città, dove ci sono fenomeni macroscopici di iniquità e di illegalità rispetto a persone che hanno redditi enormi ed usufruiscono di un alloggio popolare. Io credo che sia doveroso che casi di questo tipo vengano superati in modo da tale da consentire a chi ha effettiva necessità di un alloggio perché in condizioni di indigenza e di difficoltà economica possa accedere ad un tetto. Questa è l’azione che abbiamo avviato da qualche settimana. Ci sono stati eclatanti come quello del marito della senatrice Polverini, che ha ricevuto un’eccessiva attenzione mediatica se consideriamo che si trattava dell’esecuzione di un provvedimento risalente al 2011. Il marito della Polverini si è lamentato del fatto che l’operazione ha riguardato soltanto lui, invece non è affatto così. Ieri abbiamo liberato un villino di 140mq che era stato occupato abusivamente circa un anno fa e che impediva alla Asl del territorio di poter aprire una casa famiglia per persone con problemi di salute mentale. Lo facciamo con grande serenità e con grande fermezza e lo facciamo partendo da chi più ha”.
“Il motivo che ha permesso a chi ha redditi alti di accedere ad un alloggio popolare –ha proseguito Ozzimo- sono legati al fenomeno della compravendita abusiva: succede che nel momento in cui l’alloggio viene riconsegnato alla pubblica amministrazione, contemporaneamente si infila un’altra persona e quella persona sta lì non a titolo gratuito ma versa delle risorse a chi prima occupava l’alloggio. Succede anche che qualcuno entri nell’abitazione popolare con i limiti di reddito previsti dalla legge e vi rimanga nonostante abbia aumentato il suo reddito nel corso del tempo. Bisogna tenere conto che l’alloggio pubblico non è un alloggio a vita, ma è un alloggio che consente alla persona in difficoltà di poter avere un aiuto pubblico. Nel momento in cui quella persona migliori le sue condizioni di vita, è giusto che abbandoni l’alloggio”.

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