L’intensità, la diffusione e gli effetti della pubblica opinione circa i vaccini sono in crescita grazie ai mezzi di comunicazione sempre più veloci che, d’altra parte, contribuiscono alla titubanza e al rifiuto di un vaccino. Uno studio recente si è rivolto allo sviluppo di sistemi di sorveglianza per individuare e caratterizzare i primi problemi legati ad un vaccino e a valutare il tipo di preoccupazione, oltre che la priorità data ad essa.
I primi risultati del The Vaccine Confidence Project sono stati ottenuti utilizzando informazioni raccolte dai media (ad esempio, articoli online, blog, rapporti governativi) e grazie all’impiego del sistema di raccolta HealthMap che permette l’automatizzazione dei dati, in grado di monitorare i rapporti online su vaccini, programmi di vaccinazione e le malattie post-vaccino. Eventuali rapporti non soddisfacenti il criterio d’inclusione, sia che si tratti di un riferimento ad un vaccino umano o di una campagna di vaccinazione o di un programma che era accessibile on-line, sono stati rimossi dalle analisi. I rapporti sono stati analizzati manualmente e categorizzati in base a: preoccupazioni, vaccini, malattie, la posizione e fonte di relazione, e il sentimento generale positivo o negativo verso i vaccini. Ad essi è stato poi dato un livello di priorità a seconda della gravità dell’evento e del tempo riportato di accadimento dell’evento. Le statistiche descrittive hanno consentito l’analisi dei dati raccolti nel corso di un periodo di un anno, dopo che erano stati stabiliti i parametri delle condizioni e dei processi di ricerca.
Sono stati analizzati i dati di 10 380 segnalazioni (da 144 paesi) tra il 1 mag 2011 e il 30 aprile 2012. 7171 (69%) era di tipo positivo o neutro e 3209( 31%) negativo. Dei rapporti negativi, 1977 (24%) è stato associato all’impatto dei programmi di vaccinazione e ai focolai di malattie; 1726 (21%) a credenze, alla consapevolezza e alla percezione del vaccino stesso; 1371 (16%) alla sicurezza del vaccino, e il 1336 (16%) a programmi di vaccinazione. I dati sono stati poi sottoanalizzati in base al Paese e al tipo di vaccino ed è stato possibile monitorare l’evoluzione degli eventi nel tempo e in regioni specifiche in cui le preoccupazioni sui vaccini erano alte. Questo studio può aiutare i programmi di vaccinazione ad essere più efficaci e a sviluppare strategie opportune per affrontare specifiche preoccupazioni del pubblico.
Fonte: http://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(13)70108-7/fulltext



