Venti mesi dopo l’incidente, la Costa Concordia si appresta ad essere raddrizzata. Le operazioni di rotazione dovrebbero durare 12 ore. Intanto il Ministero dell’Ambiente potrebbe presentare alla Costa Crociere una richiesta di risarcimento per i danni ambientali causati al largo dell’Isola del Giglio. L’Ing. Marcello Monsaverre, coordinatore delle operazioni di monitoraggio al Giglio per l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana), è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Manà” su Radio Manà Manà.
“Per quanto riguarda la situazione ambientale -ha affermato Mossaverre- noi siamo già organizzati per fare una serie di campionamenti in mare. Ha senso farli qualche ora dopo l’inizio dell’operazione, per valutare la situazione che si può creare a causa del rilascio delle acque interne al relitto. Dalle analisi effettuate dal gennaio dell’anno scorso fino ad oggi, non risultano alterazioni chimiche dell’acqua del mare. Ora però dovendo smuovere il relitto, con il rilascio delle acque interne che hanno un certo livello di contaminazione, vogliamo valutare meglio la situazione con un programma di monitoraggio specifico. A bordo sono presenti diversi materiali: dai prodotti strettamente tecnici che riguardano gli impianti e i motori, quindi olio combustibile, vernici, solventi, ai prodotti alimentari e igienici, come saponi, detergenti, ecc… Quindi dalle prossime analisi dell’acqua potrebbe risultare la presenza di idrocarburi e di metalli. Teoricamente gli effetti dovrebbero essere molto circoscritti. Noi faremo una lettura della situazione, poi metteremo a disposizione i nostri risultati a chi deve provvedere”.


