Berlusconi condono fiscale

L’idea di un condono c.d. tombale lanciata dal leader del centro-destra On.le Silvio Berlusconi, seppur osteggiata da gran parte della stampa e delle forze politiche opposte, si pone in realtà come una vera e propria terapia salva-vita nei confronti di un contesto di grande crisi economica, come quello in cui stiamo vivendo.
Vi spiego perché.La conseguenza immediata di un’altissima pressione fiscale è la minore quantità di denaro che viene messa in circolazione e pertanto la contrazione dei consumi. E’ evidente che minore sarà l’introito delle attività economiche, minore sarà anche l’incasso dello Stato.
Dato per assodata questa semplice teoria, appare evidente come l’elevata pressione fiscale ed i metodi coercitivi della riscossione, proposti per il fine di diminuire il debito pubblico, hanno in realtà determinato l’effetto opposto: una riduzione del perimetro dei soggetti attivi ai fini contributivi e pertanto una minore entrata per lo Stato.
Un tale sistema non può reggere a lungo e possiamo certamente affermare, senza timore di essere smentiti, che siamo alla vigilia dell’implosione del sistema fiscale italiano, con l’espulsione sia delle Persone Giuridiche (Imprese ed aziende) sia delle persone fisiche, entrambe non più in grado di produrre reddito ai fini della tassazione.
Davanti ad un tale scenario, di fronte alla possibile e vicina implosione del sistema, è interesse prima di tutto dello Stato proporre uno strumento di salvataggio che da un lato risollevi cittadini ed imprese e dall’altro permetta loro di contribuire alla ripresa del prodotto interno nazionale: il condono certamente offre questo duplice vantaggio, immediato incasso per lo Stato e re immissione di denaro in circolazione con rimessa in moto dell’economia.
Il condono c.d. tombale evita poi una lunga serie di passaggi accidentali e tortuosi per i motivi che seguono: 1) il quantum accertato non coincide con il quantum disponibile e conseguentemente con il quantum riscosso. Se ciò è vero sempre sarà vero a maggior ragione per i periodi di crisi; 2) dall’accertamento alla riscossione passano in media 9 anni; 3) la percentuale di riscosso rispetto all’accertato non è elevatissima; 4) le procedure di riscossione hanno un costo per la collettività di cui bisogna tener conto.
Si possono così sintetizzare i punti di cui sopra a) tempi lunghi, b) alti costi, c) risultati incerti, d) effetto depressivo sull’economia reale.
Il condono può invece far pervenire al risultato opposto, a) tempi brevi, b) bassi costi, c) alto rendimento, d) effetto moltiplicatore sull’economia reale, indispensabile e indilazionabile nell’attuale situazione economica italiana.
Negare questo significa negare la crisi e sarebbe singolare constatare come lo Stato, mentre riconosce la sussistenza della crisi nei confronti delle Banche (si veda per tutte il recente caso MPS) non riconosce la stessa crisi nei confronti della categoria del cittadino, da intendersi quale individuo o azienda.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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