Fayhan Ghamdi  di Angela Foggia

Scandaloso:  nonostante gli abusi sulla figlia di 5 anni, Fayhan al Ghamdi, noto predicatore della Tv Saudita, dovrà scontare soltanto quattro mesi di reclusione e pagare un semplice risarcimento. Lo definiscono il “prezzo del sangue“,  per il quale cinquanta mila dollari vengono considerati sufficienti per “ricompensare” i parenti della vittima.

A denunciare la vergognosa situazione , un gruppo di attivisti sauditi per i diritti umani che espongono il caso alla luce della controversa legge islamica: in un paese dove lo stupro è punito con la pena di morte, nel caso l’assassinio o la violenza vengano compiuti da un padre o un marito, la pena cala sensibilmente tra i cinque e i quindici anni. La tragica confessione di questo padre, che ammette di aver torturato la figlia infliggendole ferite con cavi e bastoni  provoca l’indignazione dell’opinione pubblica del Paese soprattutto in seguito alla conclusione del giudice “ il prezzo del sangue e i mesi già trascorsi in carcere sono sufficienti come punizione”. La bambina è stata ricoverata il 25 dicembre 2011 con gravi lesioni, tra cui il cranio schiacciato, alcune costole rotte e ustioni in tutto il corpo ed è morta lo scorso 22 ottobre.  Il padre giustifica la sua azione dicendo di non essere convinto della verginità della figlia. Tutto ciò non può che condurre a reazioni di massa;  su twitter è partita una campagna online finalizzata alla richiesta di pene più severe per chi abusa di donne e bambini.

 

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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