Un dipinto sociale che prende forma dalle vicende del protagonista

“Anche là tramonta il sole” è l’intenso romanzo di Guglielmo Guzzo. La narrazione prende le mosse dalla fine degli anni Sessanta, un’epoca di rottura segnata dalla contestazione giovanile, dal cambiamento radicale dei costumi, dalle eco di Woodstock e dal Sessantotto, per poi addentrarsi nella nebbia fitta degli anni di piombo. In questa transizione epocale, l’individualismo stringe la morsa sulle vecchie tradizioni familiari, trasformando la società per sempre. È proprio in questo scenario di transizione che si dipana la vita del protagonista: un’esistenza che si infrange contro troppe contraddizioni e che si trova a fare i conti con gli effetti di una malattia insidiosa, radicata in una giovinezza vissuta all’estremo fin dalla più tenera età.
Il fulcro del romanzo risiede nell’analisi emotiva e sociale del protagonista. I grandi stravolgimenti culturali determinano una profonda crisi della sua visione affettiva, dove l’affermazione della libertà di espressione in ogni sua forma finisce per schiacciare il romanticismo e l’idealizzazione dei rapporti umani. Il disincanto verso il mondo esterno si specchia, inevitabilmente, nel crollo delle certezze private.
Le vicissitudini umane del protagonista subiscono una sterzata drammatica con l’insorgenza del problema della terza età, esasperato dalla cecità e dalla demenza della madre; la figura materna, da sempre pilastro incrollabile di serenità, protezione e sicurezza, diventa improvvisamente il simbolo della fragilità umana. Questa dolorosa transizione segna la rottura finale di un universo intimo fatto di desideri, sogni e aspirazioni, trasformandosi però nel preludio necessario per un riscatto e un’affermazione sociale che, ieri come oggi, resta insita nei modelli familiari ancora esistenti.
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Guglielmo Guzzo è nato il 14 maggio 1954 a Paterno Calabro e vive oggi a Dipignano, suggestivi borghi ricchi di storia della provincia di Cosenza. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito due specializzazioni in Chirurgia. Ha dedicato l’intera vita professionale alla pratica chirurgica con fervente dedizione, rivolgendo un’attenzione particolare verso i più deboli e i bisognosi.
Profondamente legato alle proprie radici calabresi, Guzzo ha tradotto il suo amore per la comunità in un impegno costante nel mondo politico, sociale e del volontariato. Autentico custode della memoria storica locale, ha impresso un’azione concreta nel recupero delle tradizioni religiose e artigianali, culminata con la creazione del celebre “Museo del Rame e degli Antichi Mestieri” e con l’istituzionalizzazione di una Fondazione specificamente votata a promuovere lo sviluppo, la tutela e la valorizzazione del territorio cosentino.


