Ue, Tiso(Euromò): “Debito Ue preoccupante. Insostenibile in Italia e Usa”
“Euromò ha letto con attenzione i numeri sul debito della UE che si attesta all’82,9% del PIL (e all’88,9% nell’Eurozona), diffusi da Eurostat. I Paesi con i rapporti più alti sono Grecia, Italia e Francia, mentre le nazioni virtuose come l’Estonia registrano i livelli più bassi. Ma perché proprio il “Belpaese” e gli Usa, ad esempio, hanno un debito pubblico che cresce? Perché i governi non fanno capire ai cittadini le ragioni dell’indebitamento? Serve trasparenza. I numeri parlano chiaro: negli Usa il debito lordo ha appena superato la soglia storica dei 40mila miliardi di dollari, mentre in Italia le ultime rilevazioni della Banca d’Italia certificano un nuovo record a oltre 3.200 miliardi di euro. Perché tutto questo? Euromò identifica alcune ragioni principali dietro l’espansione dei due debiti pubblici: la trappola degli interessi, ossia il costo del denaro; lo squilibrio demografico e lo Stato sociale, con il nostro Paese che soffre di un preoccupante invecchiamento della popolazione. Mentre negli Usa il motore principale è la forte differenza tra quanto lo Stato spende e quanto incassa: le riforme fiscali degli ultimi anni infatti hanno ridotto le tasse per le grandi imprese e i redditi più alti, ma la spesa pubblica è aumentata. Inoltre, si badi bene: un debito elevato non significa solo numeri su un bilancio, ma meno servizi per cittadini e tasse più alte per lavoratori. Euromò, dunque, insiste che il toccasana non è nei tagli ciechi allo Stato sociale né nell’illusione che il debito possa crescere all’infinito. Occorrono serie riforme per la produttività, sistemi fiscali più equi che prelevino dove si accumulano le grandi ricchezze, e una seria cooperazione internazionale per stabilizzare i mercati. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi”.
Lo afferma, in una nota stampa, Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò.