
Dea Madre Terra si ascolta come una preghiera laica, qualcosa che chiede tempo e silenzio intorno per essere accolta davvero. Gipsy Fiorucci costruisce il brano attorno a un’invocazione che si ripete, quasi a voler scavare uno spazio interiore più che raccontare una storia. In un passaggio scrive “Radici forti e Fronde alte, a toccar Cielo”, un’immagine semplice che riassume bene il senso profondo del brano, l’idea di un legame che parte dalla terra e si apre verso l’alto senza mai spezzarsi. Il videoclip, girato sulla Pietra di Bismantova, restituisce visivamente questa stessa tensione tra radicamento e apertura, con inquadrature che alternano la solidità della roccia al respiro ampio del paesaggio circostante. La regia di Riccardo Sarti sceglie tempi lenti e naturali, senza forzare mai il ritmo delle immagini, lasciando che sia il paesaggio a parlare insieme alla voce dell’artista. È un progetto che chiede di essere vissuto più che semplicemente ascoltato, e che trova probabilmente nella dimensione audiovisiva la sua forma più completa. Non c’è calcolo commerciale in questa scelta, piuttosto la volontà di offrire un’esperienza coerente con il percorso spirituale e artistico di Gipsy, che negli ultimi anni ha fatto della connessione tra suono, corpo e natura il centro della propria ricerca artistica, tanto nella scrittura quanto nella dimensione visiva, senza mai cercare scorciatoie di facile presa.


