Se il disco di MaDai ha un punto di svolta, arriva negli ultimi due brani, gli unici scritti appositamente per l’album e mai pubblicati prima come singoli. “Alieni” immagina una fuga verso pianeti lontani come unica difesa possibile contro un mondo umano percepito come ostile e incomprensibile, mentre “Inverso” costruisce un universo dove tempo e causalità si ribaltano completamente. Sono i due brani più immaginifici dell’intero lavoro, e proprio per questo funzionano come chiusura naturale di un percorso che fino a quel momento era rimasto più ancorato al quotidiano. “la speranza non deve morire e tu non puoi partire” canta MaDai in “Alieni”, in uno dei passaggi più diretti di tutto il disco, dove la fantascienza smette di essere metafora e diventa quasi un appello esplicito. Il coraggio di questi due brani sta proprio nel prendersi un rischio linguistico maggiore rispetto al resto del disco, con immagini più astratte che chiedono un ascolto più attento ma restituiscono, a chi lo concede, uno dei momenti più originali dell’intero lavoro. È apprezzabile il coraggio di chiudere un primo album non con un brano rassicurante, ma con due tracce che spingono il linguaggio verso territori più rischiosi. È una scelta che promette bene per il prosieguo del percorso artistico di MaDai, più che accontentarsi di ripetere la formula già nota.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.