Non tutti i brani vogliono essere amati, e “La signora Gron” sembra uno di quelli. I Calliope arrivano al loro nuovo singolo con una postura che non prevede concessioni: sound alternative rock deliberatamente scomodo, testo ermetico e carico di simbolismi, ritornello ossessivo che si impone piuttosto che sedurre. Chi cercasse qualcosa di immediatamente fruibile troverebbe poca ospitalità qui. E questa è chiaramente una scelta, non una mancanza. Detto questo, c’è un aspetto del brano che vale la pena segnalare con onestà: l’immaginario occulto e sensuale che permea il testo, per quanto intenzionale, rischia in certi passaggi di sovrastare il messaggio critico che il brano vuole veicolare. Il riferimento alla società e alle sue aspettative oppressive è il nucleo concettuale più solido, ma viene a volte oscurato da una densità simbolica che non sempre trova piena corrispondenza nel tessuto sonoro. È una tensione irrisolta, che per alcuni sarà affascinante e per altri opaca. La voce di Tamara Macera è il punto di forza indiscutibile: ha una gravità e una precisione che poche altre frontwomen nella scena indipendente italiana possono vantare, e sorregge il brano anche nei momenti in cui la scrittura si fa meno nitida. I Calliope sono una band che ha qualcosa da dire e sa come dirlo. “La signora Gron” non è il loro brano più accessibile, ma è probabilmente uno dei più onesti.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.