ivassdi Emanuela Maria Maritato

Addio Isvap, la nuova autorità di garanzia per le assicurazioni si chiama Ivass. A1 vi racconta come, dal 1 gennaio 2013, lo storico Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo ha ceduto il passo all’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, in virtù del decreto legge 6 luglio 2012 n. 95 convertito con la legge del 7 agosto 2012

 

Ampliate le funzioni rispetto all’Isvap, la grande novità in questo passaggio di consegne è che l’Ivass, che pur conserva i caratteri di autonomia, indipendenza, è strettamente integrato con la Banca d’Italia. Suo Presidente è infatti il Direttore Generale di via Nazionale, Fabrizio Saccomanni.Istituito nel 1982 per vigilare sulle imprese di assicurazione e su agenti e mediatori che operano nel ramo delle assicurazioni private, l’Isvap è caduto sotto i colpi della spending review, che non ha lasciato indenne neanche il mondo delle authority. Il passaggio da Isvap a Ivass non è stato, tuttavia, lineare. Inizialmente, nelle intenzioni del governo Monti c’era l’accorpamento tra Isvap e Covip, Commissione di vigilanza sui fondi Pensione. Dalla fusione dei due enti sarebbe dovuta nascere l’Irvap, per un risparmio stimato del 10% sui costi complessivi di gestione. L’unione, si disse, del resto sarebbe stata agile e funzionale, visto che per le assicurazioni, i fondi pensione rappresentano un importante capitolo.La legge che passa però il 7 agosto è ben diversa: il Covip non viene toccato: si salva, grazie ad un emendamento dell’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, molto apprezzato dall’area sindacale. Del resto, il finanziamento del Covip è a carico dei soggetti vigilati, con l’unica eccezione di 284mila euro di contributo a carico dello Stato, previsto dall’articolo 13 della legge 335/95 (comma 2), puntualmente cancellato dalla spending review.Non si salva, invece, l’Isvap, a cui non ha giovato il coinvolgimento del presidente Giancarlo Giannini nell’inchiesta FonSai. Giannini viene infatti raggiunto da un avviso di garanzia della Procura di Torino il 23 ottobre scorso con l’ ACCUSA DI CONCORSO IN FALSO BILANCIO

nel gruppo assicurativo Fondiaria Sai della famiglia Ligresti.  Proprio le vicende giudiziarie hanno dato un’accelerazione ai tempi di approvazione dello Statuto dell’Ivass che, il 30 novembre, ha avuto il via libera dal direttorio della Banca d’Italia, presieduto da Ignazio Visco, e, a seguire, dal Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e dal Consiglio dei Ministri, che si è espresso favorevolmente sullo statuto il 9 novembre, nominando Riccardo Cesari e Alberto Corinti, Consiglieri dell’Ivass, designati ad affiancare Saccomanni.Vicende giudiziarie a parte, c’è da dire che l’integrazione nella Banca d’Italia risponde anche alle indicazioni espresse a più riprese dalla Banca Centrale Europea, che ha raccomandato ai Paesi dell’Unione l’integrazione tra la vigilanza nel settore assicurativo con la vigilanza bancaria. Secondo la Bce, infatti, le imprese assicurative sono di capitale importanza per la stabilità finanziaria di uno Stato, vista l’inevitabile interconnessione con il settore finanziario.Da ultimo, resta ferma la motivazione economica: l’Ivass dovrà razionalizzare i costi, rispetto all’ente che ha sostituito (come richesto dalla legge istitutiva al comma 34). Nella gestione, infatti, si dovrà tener conto della spending review, risparmiando su auto blu, consulenze esterne, affitti, buoni pasto, ferie e permessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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