di Daniela Cerino
Gioventù è cambiamento, anticipazione di mode e tendenze socio-culturali, lotta, sfida, progettualità, futuro….almeno dovrebbe.
Oggi l’atteggiamento dei giovani e il loro approccio alla vita sociale e istituzionale sta profondamente cambiando e stanno quindi svanendo anche punti di riferimento fondamentali, valori e ideali. Un continuo scontro generazionale senza crescita, dove solo il rifiuto aprioristico e la mancanza di comunicazione divengono micidiali armi che conducono al nichilismo e al qualunquismo.
La scomparsa di una proiezione al futuro porta al ‘tutto e subito’ e al ‘vivere alla giornata’, crollano le speranze e anche il desiderio verso i vincoli permanenti, e si verifica quindi una continua revisione delle proprie scelte. Tutto ciò provoca insicurezza e instabilità sia nel ruolo di attori protagonisti della vita sociale sia come cittadini responsabili del ‘bene comune’.
Classi sociali disintegrate, nuclei familiari divisi, modelli di lavoro instabili, questo è il quadro che i giovani hanno davanti….e certo non lascia spazio ad interpretazione come un vero dipinto, e non si pone neppure come punto di partenza.
Davanti a tutte queste incertezze però i giovani reagiscono cercando di adottare atteggiamenti pronti anche a rapidi e repentini cambiamenti, le soluzioni si trovano giorno per giorno, di volta in volta. Il pensiero e l’azione vanno di pari passo. Questo istintivo adattamento fa parte dell’essere umano e nei giovani in particolare vi è anche anche una minore ratio , una maggiore audacia e una sana sfrontatezza che li pone ad affrontare scelte e cambiamenti più velocemente.
Un altro importante elemento, che si pone come conseguenza a tutto ciò, è che oggi la definizione di ‘giovane’ si sta dilatando sempre di più, e il passaggio alla condizione di adulto avviene molto tardi. Il terzo Millennio e la tecnologia hanno da una parte accelerato lo stile di vita e dall’altro rallentato la voglia di crescita costringendoci ad una ‘giovinezza forzata’.



