Nel brano “Neanche l’ombra di un gatto” il funky incontra la memoria recente di un periodo sospeso. Mister Scala racconta la forza della fantasia e della musica quando la realtà sembra fermarsi, costruendo una canzone che alterna leggerezza ritmica e riflessione emotiva.

Mister Scala, il tuo percorso artistico attraversa momenti molto importanti della musica italiana. C’è qualcosa di quel passato che senti ancora molto presente quando componi oggi?
Del mio passato non butto via niente; anche le cose negative fanno parte del percorso. Penso che la composizione di ogni artista sia sempre in continua evoluzione. Prendo dal passato ma anche dal presente
“Neanche l’ombra di un gatto” racconta una città vuota ma allo stesso tempo un mondo interiore pieno di sogni. Quanto ti interessa questo contrasto tra realtà e immaginazione?
Penso sia chiaro nella canzone. C’è il contrasto tra l’energia mentale della ragazzina (ritmo funky) e l’atmosfera del testo (silenzio, desolazione)
Il brano ha un groove molto riconoscibile. Alcuni ascoltatori potrebbero immaginare una sezione più lunga dedicata all’improvvisazione funky. Hai scelto invece di mantenere la forma canzone per dare più forza alla storia?
Oggi purtroppo si tende a sintetizzare tutto. Le improvvisazioni possono trovare spazio solo nei live.
Dopo tanti progetti diversi, cosa ti entusiasma ancora quando inizi a scrivere un nuovo pezzo?
Mi stimola sempre cercare nuove melodie e nuovi arrangiamenti. In questo periodo mi sto concentrando sul sound e le sonorità particolari.


